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Franceschini ad Osimo,
battesimo con il ministro
per i “Capolavori dei Sibillini”

Taglio del nastro con il sindaco Simone Pugnaloni a Palazzo Campana dove è arrivata anche una lettera del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il riconoscimento della medaglia di bronzo alla città perché ospita le opere daggiate dal sisma (VIDEO)
martedì 14 febbraio 2017 - Ore 16:09
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Il ministro al taglio del nastro

 

Il ministro arrivato ad Osimo (foto servizio Bruno Severini)

 

di Maria Paola Cancellieri

E’ arrivato ad Osimo, poco dopo le 15.30, accolto dalle autorità e dal sindaco Simone Pugnaloni. Dario Franceschini è entrato a Palazzo Campana, atteso da una folla. Insieme al primo cittadino il ministro ha tagliato il nastro della mostra “Capolavori Sibillini. L’arte dei luoghi feriti dal sisma”, motivo della sua presenza in città. Diversi i sindaci delle zone terremotate, presenti al suo arrivo come anche il cardinale Edoardo Menichelli e il questore di Ancona Oreste Capocasa. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato una medaglia per la mostra e una lettera. Franceschini ha raggiunto Osimo dopo la tappa fatta in mattinata nel Maceratese (leggi l’articolo). Durante l’incontro, il sindaco Pugnaloni ha dato lettura del messaggio del presidente della Repubblica Mattarella, con cui viene conferita alla città di Osimo la medaglia di bronzo per aver accolto le opere dei territori colpiti dal sisma.

Il ministro taglia il nastro per l’inaugurazione della mostra

LA DELEGAZIONE DI ACQUASANTA E I DIPINTI DA SALVARE – Al suo arrivo a palazzo Campana il ministro è stato subito avvicinato da una delegazione di Acquasanta Terme che gli ha sollecitato un intervento per salvare le opere che sono ancora imprigionate nel museo. E’ seguito il taglio del nastro con la direttrice della Rete Museale dei Sibillini, Tisi che, in veste di madrina dell’evento, ha consegnato le forbici a Franceschini. E’ seguito la presentazione della mostra con il vice sindaco di Osimo, Mauro Pellegrini, che al microfono ha raccontato il lavoro dietro le quinte che in questi mesi ha contribuito a portare a termine l’allestimento della mostra visitabile da oggi fino al prossimo mese di ottobre. “Abbiamo inteso valorizzare un territorio attraverso le sue opere d’arte grazie agli splendidi ragazzi della Rete museale dei Sibillini”, ha sottolineato Pellegrini per stemperare le polemiche fiorite nelle scorse settimane attorno al trasferimento delle pezzi di valore ad Osimo. Concetto rimarcato anche dal presidente della rete museale , il sindaco Scagnetti di San Ginesio che “i nostri musei sono quasi tutti danneggiati questo però ci ha dato l’opportunità d rafforzare il nostro patto di amicizia. Sono seguite critiche e non tutti hanno capito quello che oggi è qui esposto. Signor ministro, io le faccio un appello accorato: dopo il terremoto, abbiamo abitazioni danneggiate e un grande patrimonio culturale che ha bisogno di risposte immediate. Bisogna cambiare rotta: lei dia più poteri ai sindaci e ai sovrintendenti. Non possiamo più permetterci il lusso di perdere contenitori e contenuto”. In platea erano seduti 8 sindaci della rete dei Sibillini.

LA LETTERA DEL PRESIDENTE MATTARELLA -Alla presenza delle autorità civili e militari, del prefetto e del questore di Ancona, il sindaco di Osimo, Simone Pugnaloni, ha letto la lettera che Sergio Mattarella ha inviato alla città di Osimo insieme al dono della medaglia di bronzo della Presidenza della Repubblica. “Voglio destinare questa medaglia quale suo premio di rappresentanza alla mostra Capolavori Sibillini – ha scritto il Presidente – e l’occasione mi è gradita per farle giungere con i saluti l’augurio per il successo dell’iniziativa”. Pugnaloni ha ribadito che il significato principale dell’evento sta proprio nel binomio arte, occupazione , solidarietà. Un concetto declinato nel gergo artistico anche dal regista Giampiero Solari, neo presidente dell’Istituto Campana, alla sua prima uscita pubblica. “Questa mostra ha un valore simbolico che supera il dramma e sappiamo quanto è costato alla dignità umana. – ha detto Solari- Proprio questo mostrare il dramma e cercare di rispondere attraverso l’arte rappresenta un gesto simbolico fortissimo”.

IL MINISTRO: “LE OPERE TORNERANNO NEI LUOGHI DAI QUALI PROVENGONO – “Ero già venuto a Osimo nel mese di giugno 2016 per visitare la mostra di Vittorio Sgarbi. Torno sempre volentieri in questa città, ricordo ancora di esserci venuto una prima volta, in campagna elettorale molti anni fa, e mi accolse un giovane sindaco, Raimondo Orsetti che oggi è qui tra il pubblico in altra veste. Si, ho un legame molto forte con questa città”. Il ministro Franceschini ha esordito nel suo intervento con un saluto familiare a Osimo.

“Ogni volta che visito i luoghi colpiti dal terremoto – ha aggiunto – mi rendo conto dei danni che ha subito il vostro territorio, danni a un pezzo del patrimonio dell’umanità, come ci ricorda l’Unesco. Di fronte a tutto questo deve esserci un forte senso di collaborazione tra i vari livelli istituzionali. Sono più di 3000 le chiese che sono state chiuse a seguito del sisma e ci sarà da affrontare la ricostruzione, un impegno che richiederà tempo e risorse ma che deve essere fatto. I luoghi e le città vanno ricostruiti come erano e contemporaneamente vanno offerte garanzie di tutela paesistica alle Regioni e che non hanno avuto grandi danni dal terremoto”. Franceschini ha quindi ricordato l’incontro ad Ancona con la Regione per lavorare in questa direzione. (leggi l’articolo) “Dobbiamo fare un grande sforzo nazionale perché uno delle principali risorse è il turismo legato alla cultura e al paesaggio. – ha proseguito – Dobbiamo evitare che vengano danneggiati per un problema di immagine. Norcia e Camerino hanno avuto danni ma non vittime durante le ultime scosse proprio perché il terremoto del 1997 aveva consentito una ricostruzione adeguata che ha evitato i crolli. E’ la dimostrazione che la sfida sarà proprio quella di mettere in sicurezza i luoghi. Questo è uno degli impegni del governo”.

LA MOSTRA SIMBOLO – Proprio ieri sera il Senato ha approvato un emendamento che “prevede – ha precisato il ministro – che per il 2017 ci siano 4 milioni di euro per finanziare attività culturali nei Comuni del cratere. Un aiuto aggiuntivo per aumentare la capacità di essere attrattivi. Stiamo ragionando anche con le autorità ecclesiastiche per individuare le priorità nella restituzione del patrimonio a partire dai luoghi di culto. Questa mostra quindi è davvero un simbolo. Sono opere di Comuni feriti dal sisma. Ho percepito la forte preoccupazione che le opere lascino i territori e non tornino più come in un passato lontano è avvenuto. Ho rassicurato tutti che le opere, ogni opera, torneranno nel luogo da dove provengono”. Il ministro ha puntualizzato che la strategia stessa di lasciare le opere nel territorio anche nella fase del deposito va in questa direzione.

“Ad Ancona – ha detto- c’è il deposito delle Marche, che custodisce circa 800 opere, ma ce ne sono altre 5-6000 rimaste nei diversi Comuni. Auspico magari che questi depositi siano visitabili e sia luoghi, come sta accadendo ad Osimo, dove si possano fare interventi di restauro. Tra le tante conseguenze disastrose c’è un motivo di grande orgoglio collettivo nel dopo terremoto: l’attaccamento che le comunità locali hanno dimostrato per il loro patrimonio artistico. E’ la prova che c’è la consapevolezza che quei quadri sono un pezzo fondamentale della propria storia e identità. Ecco perché ho voluto inserire questa mostra nel mio percorso di oggi nella Marche. Rappresenta il simbolo di come lavorando insieme e difendendo le proprie identità si può davvero costruire il terreno della rinascita per le città colpite dal terremoto”. La visita si è conclusa tra gli applausi: prima dei saluti, il maestro Marco Santini ha atto vibrare le corde del suo violino, suonando la sua composizione ‘il Cristo delle Marche’ nella cappella di Palazzo Campana.

(Servizio aggiornato alle 18.30)

Il taglio del nastro

La stretta di mano tra il ministro Franceschini e il maestro Marco Santini

Il ministro Franceschini con il sindaco di Osimo e i colleghi della Rete Museale dei Sibillini

L’arrivo a Palazzo Campana

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