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Ancona, conto alla rovescia
per evitare la penalità

LEGA PRO - Tempo fino a mezzanotte per pagare gli stipendi, altrimenti altri due punti in meno in classifica e salvezza sempre più lontana. La parabola dei biancorossi è precipitata con l'addio di Marinelli
giovedì 16 febbraio 2017 - Ore 15:59
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La curva nord

 

Aggiornamento delle 20: Fonti della società riferiscono che l’Ancona 1905 avrebbe saldato le cifre dovute, ma ancora nessuna comunicazione ufficiale. Domani venerdì 17 alle 15.30 la conferenza stampa per presentare i nuovi dirigenti Spadoni e Nacciarriti sarà l’occasione per fare chiarezza. L’esito delle verifiche Covisoc sugli eventuali versamenti si sapranno solo lunedì. Se l’intera cifra di 200 mila euro non è stata versata, l’Ancona rischia un punto di penalità in classifica per ogni mensilità arretrata.

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di Giuseppe Giannini

Ancona a rischio penalizzazione. Se entro la giornata di oggi non saranno pagati gli stipendi scatterà il provvedimenti che minerà ulteriormente il difficile cammino del club verso la salvezza. Perchè se entro la mezzanotte non saranno bonificati gli emolumenti e versate le ritenute ed i contributi per il bimestre novembre dicembre per una cifra che si aggira intorno ai 200mila euro, all’Ancona saranno tolti almeno due punti (ma potrebbero essere tre) in quella classifica che la vede già impantanata nella zona playout. Uno scenario da evitare anche alla luce della magmatica situazione societaria. Perché sarebbe un ulteriore guaio in una gestione catastrofica da parte di coloro che hanno ereditato un club sano e capace di risollevarsi dal fallimento e dalla caduta nei dilettanti grazie alla generosità e la passione dell’ex patron Marinelli.

I biancorossi contro il Modena domenica scorsa

Un calvario iniziato con la presa della governance da parte di Sosteniamolancona che ha portato la società ad un passo dal fallimento azzerandone a giugno scorso tutti, o quasi, i valori tecnici, e che poi ha consegnato il club nella mani di Fabiano Ranieri: una meteora che si è abbattuta sulla città di Ancona. Un imprenditore estraneo al calcio che con le sue scelte ha probabilmente tolto le ultime speranze di salvezza ad un paziente già assai provato da un semestre di gestione fallimentare dell’associazione dei tifosi. Col risultato di un sempre crescete disinteresse della città, della sua gente e della sua imprenditoria, per le sorti della squadra di calcio del capoluogo. Fino all’avvento del nuovo socio di maggioranza Ugo Mastropietro, che si è presentato con entusiasmo, convinto di poter tornare a fare calcio in una piazza importante, e a cui i tifosi non possono far altro che dire grazie se il calcio biancorosso non è ancora morto. Ma che si porta dietro anche un passato ingombrante da dirigente de L’Aquila e un consigliere di fiducia che non passa certo inosservato come Ercole Di Nicola. L’ex ds aquilano tra i principali protagonisti dell’inchiesta giudiziaria Dirty Soccer deve scontare una squalifica di cinque anni per il calcio scommesse e non può avere ruoli in società. Ma oltre ad essere stato tra i principali consulenti per il mercato invernale sembra impegnato in prima persona nella ricerca di risorse e di essere tra i meglio informati sulle ultime. È stato proprio lui a comunicare sulle frequenze di Radio Tua “lo scoramento dei finanziatori” facendo suonare il campanello d’allarme. Anche perché i segnali di una mancanza di liquidità arrivano a 360 gradi tra ingiunzioni di pagamento da parte di fornitori e dimissioni di dipendenti per mancati pagamenti. Una fotografia che diventa ancor più drammatica alla luce del niet da parte della Lega Pro sulla fideiussione.

Il mister Pagliari

Rifiutata infatti ogni soluzione proposta per sostituire la garanzia bancaria di 350mila euro depositata da Marinelli. Perché ormai mancano 3 mesi alla conclusione del torneo avrebbero spiegato da Firenze senza entrare nel merito della validità delle carte. Tuttavia ciò si riverbera inevitabilmente sulla situazione finanziaria del club alla luce del blocco della sponsorizzazione di 600 mila euro che mister Akifix ha vincolato alla sostituzione della fideiussione. Soldi che quindi resteranno congelati almeno fino al termine del campionato. A complicare ulteriormente la situazione lo stop ai contributi federali in attesa delle elezioni in Lega. Che per l’Ancona si traduce nella impossibilità di contare sui circa 70mila euro mensili che le erano stati garantiti. Tutto ciò in attesa di una mossa di Stefano Cocco che avrebbe dovuto rilevare delle quote già dalla scorsa settimana e diventare presidente ma che è scomparso dai radar. Intanto dopo la presentazione di Giovanni Pagliari, subentrato a Brini, per dare una scossa alla squadra oggi sarebbe dovuta essere la volta dei nuovi dirigenti Giulio Spadoni e Marco Nacciarriti. Appuntamento rinviato all’ultimo. L’ennesimo segnale di un momento più che concitato e nel quale probabilmente si sta decidendo la sorte di un club che il prossimo 5 marzo compierà 112 anni. Tutti al lavoro per evitare il naufragio della nave e sono già in mare sulle scialuppe di salvataggio?

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