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Calcio, Nacciarriti: “Per la salvezza
bisogna vincere tredici finali”

LEGA PRO - I due nuovi dirigenti si presentano, garantiscono il pagamenti degli stipendi e scongiurano l'ipotesi penalità in classifica. Il dg minimizza i problemi finanziari: "Criticità manageriali, ma di ordinaria amministrazione. I conti bancari sono tutti in attivo e quindi l'indebitamento verso gli istituti di credito è zero"
venerdì 17 febbraio 2017 - Ore 19:05
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I nuovi dirigenti Nacciarriti e Spadoni alla conferenza stampa di presentazione all’Ancona Point

 

di Giuseppe Giannini

Prove di normalità in casa Ancona. Le parole del nuovo dg Marco Nacciarriti e del nuovo ds Giulio Spadoni presentati nel pomeriggio in una conferenza stampa convocata all’Ancona point, squarciano le nubi che si erano addensate sopra il club dorico e portano il sereno. Superato in extremis lo scoglio del pagamento di stipendi e contributi per novembre e dicembre 2016 (leggi l’articolo) la società prova infatti a concentrarsi sull’aspetto sportivo.
“Sono state ottemperate le dovute spettanze per ciò che concerne contributi e stipendi – ha spiegato il direttore generale – In questo momento la società e’ concentrata sulla classifica o meglio sulla prossima partita, ne restano 13 e per noi devono essere 13 finali”. Sollecitato dalla stampa Nacciarriti ha dato anche una fotografia della situazione trovata al suo arrivo.
“Da un punto di vista manageriale non nego che ci sono ancora delle criticità, ma tutte riconducibili ad una ordinaria amministrazione. I conti bancari sono tutti in attivo e quindi l’indebitamento verso gli istituti di credito è pari a zero. Abbiamo dei fornitori, anche correnti, che hanno dei pagamenti dilazionati. Non nego che questi problemi ci sono da tempo, ma un solo soggetto ha avanzato un decreto ingiuntivo di 7 mila euro a fronte di 25mila euro che avanzava dalla precedente gestione”.

Nacciarriti in una foto d’archivio

Il nuovo dg punta l’accento sul valore dell’Ancona. “Siamo in Lega Pro, la società attuale ha una proprietà facilmente visibile e ha gruppo manageriale. Mancano ancora presidente e vice, ma a breve ci saranno gli ingressi di nuovo soci. Il mio ruolo e’ di fare da collante tra società, che non è assente, e aspetto tecnico e in questo momento lo scoramento e’ dato dalla classifica e dalla posizione strana che ha l’Ancona. Ma c’è un programma triennale e il nostro intento e di far bene”.
Poi la palla e passata a Giulio Spadoni. “Da parte mia la chiamata è stata inattesa. È un piacere immenso ma anche una responsabilità perché il momento e’ particolare, il mercato è finito ma è anche vero che allestire la squadra e’ solo uno dei compiti del ds: e’ come mettere al mondo un figlio, Se poi non lo segui…”. Non è infatti un mistero che Spadoni sia un uomo di campo, sempre presente anche agli allenamenti. “Mi dispiace per Brini e il suo staff. La situazione tecnica ha portato a questo cambio e mister Pagliari ha anche esperienze positive nel subentrare in corsa. L’ambiente e’ depresso, cercherò di essere un punto di riferimento”. Il nuovo ds si concentrerà sull’aspetto tecnico, ma soprattutto su quello mentale. “La squadra deve capire che quando la cose vanno bene i meriti sono dei giocatori, ma anche quando va male e’ lo stesso discorso. Dobbiamo togliere gli alibi e prenderci le proprie responsabilità perché nel calcio i risultati sono indispensabili e tutto il resto è importante”. Infine Spadoni si rivolge direttamente alla squadra, alla società ma anche all’ambiente.

Spadoni in una foto d’archivio

“Con le buone o le cattive bisogno salvare la categoria. È stato difficile tornare dove siamo. Non dobbiamo scordarcelo. Io sono convintissimo che possiamo salvarci, altrimenti non sarei venuto. Ci sarà da sgomitare perché in basso ci sono diverse squadre in ripresa: Fano, Forlì Mantova, la concorrenza sarà dura. Ma la squadra ha dei valori e deve avere un aspetto mentale diverso. Anche domenica quello che mi ha preoccupato molto e’ l’aspetto psicologico. Capisco il gol alla fine del primo tempo ma pareggiare a Modena era un ottimo risultato e invece nei calciatori che entravano in campo per la ripresa non c’era questa convinzione. Non posso agire sul mercato ma sono convinto che posso tirare fuori delle qualità caratteriali dai nostri giocatori. Dobbiamo essere predisposti alla lotta e spero che tutto quanto è accaduto questi giorni possa servire a cambiare perché ci sono delle caratteristiche dalle quali non possiamo prescindere se vogliamo centrare l’obiettivo”.

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