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Esplode la protesta
al Don Gnocchi:
sciopero e cause legali

FALCONARA – I lavoratori delle sedi di tutte le Marche si sono riuniti al Bignamini, hanno deciso di proclamare due ore di sciopero e di avviare le azioni per ottenere il pagamento degli straordinari
venerdì 17 febbraio 2017 - Ore 13:40
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Il Bignamini di Falconara

 

Don Gnocchi, cresce il malcontento dei dipendenti. Si sono svolte al Bignamini di Falconara le assemblee dei lavoratori della fondazione di tutte le Marche per decidere l’avvio della mobilitazione. La vertenza si trascina da oltre un anno, a seguito del blocco delle trattative e della decisione unilaterale di disdire il contratto nazionale del lavoro “sanità privata”, in cambio del contratto “Aris Rsa”. I lavoratori hanno detto basta e deciso un pacchetto di iniziative a sostegno della mobilitazione che vanno dal volantinaggio agli utenti alla predisposizione di striscioni e soprattutto l’avvio delle procedure per  la proclamazione di due ore di sciopero da effettuarsi presumibilmente il 10 marzo. Contro la fondazione delle Marche e delle altre regioni d’Italia partirà anche l’azione legale per ottenere il pagamento delle due ore di straordinari settimanali a cui i lavoratori si sono sottoposti per evitare la crisi della fondazione. “Dal 1 gennaio 2016 – scrivono Cgil, Cisl e Uil in una nota- fino al mese di settembre i lavoratori della Don Gnocchi delle diverse sedi marchigiane di Ancona, Camerano, Falconara, Osimo, Senigallia e Fano, hanno svolto, sulla base di un accordo di crisi che avrebbe dovuto scongiurare l’abbandono del contratto nazionale di riferimento della sanità privata ed il passaggio definitivo alle 38 ore, 2 ore in più a settimana non retribuite, sacrificando anche 2 giorni di ferie in nome di una crisi mai ufficializzata e mai dimostrata dalla fondazione Don Gnocchi nazionale e comunque non ascrivibile alle performance delle strutture delle Marche”.

A settembre dello stesso anno le segreterie regionali hanno notificato ufficiale disdetta dell’accordo di crisi marchigiano, senza che tuttavia la direzione marchigiana abbia effettivamente ripristinato, come avrebbe dovuto, le 36 ore settimanali, con la conseguente pretesa di proseguire nello svolgimento delle 2 ore in più settimanali non giustificate da alcun accordo di crisi e dunque da considerarsi, sotto tutto gli aspetti, orario straordinario. Da qui la decisione dei lavoratori delle Marche e delle altre regioni d’Italia di avviare una vera e propria azione legale contro la Fondazione Don Gnocchi per ottenere ad ottenere il pagamento delle ore in più svolte al di fuori dell’accordo di crisi, all’interno di una più ampia mobilitazione per rivendicare l’applicazione del contratto della “Sanità Privata” ed il conseguente ripristino del regime orario di 36 ore settimanali.

(E. Ga.)

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