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Traffico di droga
da Napoli ad Ancona,
sgominata banda VIDEO

ANCONA - Conclusa l'operazione dei carabinieri del Norm che ha portato agli arresti dei presunti capi di un ingente spaccio di cocaina e hashish che arrivava dalla Campania. Una indagine durata due anni. In manette i fratelli Domenico e Pietro Marasca, il cognato Michele Miranda, dipendete di una municipalizzata della provincia e Salvatore Cataldo. Lo stupefacente arriva con viaggi in auto e in bus di linea che partivano da Pompei. Un giro di affari attorno ai 3 milioni di euro
mercoledì 3 maggio 2017 - Ore 12:43
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Le indagini dei carabinieri del Norm che hanno portato a 26 arresti per droga

Il comandante della Compagnia dei carabinieri di Ancona Fabio Ibba e quello del Nucleo operativo Francesco Masile illustrano i risultati dell’operazione che ha portato agli ultimi 5 arresti

 

di Marina Verdenelli
La droga partiva da Torre Annunziata, nel Napoletano, per arrivare ad Ancona attraverso viaggi in auto e in bus. Un traffico ingente, per lo più di cocaina e hashish, andato avanti per due anni e ora smantellato dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile, con gli ultimi arresti effettuati ieri notte. In manette i presunti capi della banda che avevano creato una fitta rete di spaccio nella provincia dorica per un valore di affari di circa 3 milioni di euro. Gli arresti sono stati effettuati tra Chiaravalle, Fano e Torre Annunziata. Per quattro di loro è stata data esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare. Sono i fratelli Domenico e Pietro Marasca, di 40 e 43 anni, originari del Napoletano, il cognato Michele Miranda, 50 anni, dipendete di una municipalizzata della provincia di Ancona, originario di Torre Annunziata ma residente a Castelferretti di Falconara e Salvatore Cataldo, 48 anni, napoletano ma residente a Fano. Il quinto è stato arrestato in flagranza di reato, sempre ieri notte, a Chiaravalle (leggi l’articolo). E’ Valerio Passarelli, operaio di 33 anni, originario di Matera (arresto convalidato ma rimesso in libertà).

I presunti capi della banda

L’attività d’indagine coordinata dal procuratore Elisabetta Melotti, denominata “Operazione dorica”, è partita a giugno 2015 con la denuncia, ad Ancona, presentata da un cittadino alla caserma della Montagnola, per estrosione legata ad un mancato pagamento di droga. I militari del Norm e della Compagnia, guidati dal tenete Francesco Masile e dal capitano Fabio Ibba, sono arrivati in due anni ad effettuare 22 arresti complessivi in flagranza (l’ultimo appunto ieri a Chiaravalle) e gli ultimi quattro come ordinanze di custodia cautelare in carcere. Sequestrata droga per circa 33 chilogrammi tra cocaina e hashish. Il punto chiave delle indagini sono stati i fratelli Marasca. Si sarebbero avvalsi di numerosi corrieri e spacciatori per far arrivare la droga nell’Anconetano dove avevano ricavato anche due magazzini: uno al forno Totta di Montemarciano (culminato con l’arresto, il 26 ottobre del 2015, del titolare Paolo Totta e di un cliente, Attilio Zamporlini) e l’altro nell’attività di una parrucchiera di Chiaravalle (anche questo culminato con un arresto del 5 marzo 2016, quello della titolare dell’attività, Annalisa Passarelli, sorella dell’ultimo arresto in flagranza, trovata con oltre 20 chilogrammi di hashish e 350 grammi di cocaina). Per i viaggi avrebbero utilizzato anche il bus con la tratta Pompei-Ancona. I due fratelli, stando alle indagini, facevano la spola Napoli-Ancona per seguire i corrieri e presenziavano alle consegne con i grossisti, almeno due volte al mese. Sempre stando alle accuse mosse nei loro confronti, si avvalevano di metodi anche violenti per la riscossione dei pagamenti della droga. Quello più presente ad Ancona sarebbe stato Domenico, con un appartamento preso non a suo nome nella zona di Castelferretti e successivamente ospite del cognato Miranda. Per discutere sulle partite di droga da consegnare incontravano i loro clienti nei bar, in corso Stamira, o fuori dai due magazzini poi smantellati. I carabinieri, per seguire i loro spostamenti, sono arrivati anche a confondersi tra la clientela di ristoranti costosi, sempre nell’Anconetano, dove i fratelli, soprattutto Domenico, era solito mangiare. Il resto lo hanno fatto le intercettazioni ambientali e quelle telefoniche dove parlavano in codice usando le parole “calce” per indicare la droga o “ambulanza” ed “ospedale” quando qualcuno del giro veniva arrestato. Ad Ancona era il cognato Miranda che gestiva l’arrivo dello stupefacente. Dalla Campania il gruppo si era piazzato nell’Anconetano per presunti contatti che Domenico aveva costruito durante un periodo di detenzione nel carcere di Montacuto dove era finito a seguito di un arresto per droga, nel 2012. I fratelli Marasca si trovano ora in carcere a Napoli, Cataldo è in carcere a Pesaro mentre Miranda e nel carcere di Montacuto. Tutti e quattro sono accusati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.

(Servizio aggiornato alle 15,30)

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