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Truffa, avvocato sotto accusa:
auto comprate e non pagate

CORRIDONIA - Il legale di Ancona è imputato, insieme ad un 54enne, al tribunale di Macerata. Due le vetture che sarebbero state ricevute da una autofficina in cambio di un assegno post datato e di un secondo che era di un conto che era stato estinto in precedenza. Oggi sentita la parte offesa
giovedì 18 maggio 2017 - Ore 17:56
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Il tribunale di Macerata

Avvocato finisce sotto accusa per truffa, insieme ad un cliente si sarebbe appropriato di un paio di auto e dei soldi della vendita di una vettura che però, alla fine, non si era perfezionata. Il legale, Pietro De Gaetani, del foro di Ancona, è sotto accusa al tribunale di Macerata insieme al 54enne Stefano Della Ciana, originario di Siena. Oggi al processo è stato sentito il legale rappresentante di una autocarrozzeria di Corridonia, che si occupa anche di vendita di auto, e che sarebbe stato vittima della presunta truffa. L’uomo ha confermato quanto aveva detto nella sua denuncia, precisando di aver visto l’avvocato solo la prima volta, spiegando che gli aveva presentato un cliente ma che poi per il resto si era presentato il solo Della Ciana. Il processo riguarda fatti che sarebbero avvenuti nell’ottobre del 2010. E’ allora che De Gaetani si sarebbe presentato, dice l’accusa (pm Lorenzo Pacini), insieme a Della Ciana, all’officina. Il legale aveva concordato l’acquisto di una Alfa Romeo per 2.500 euro da versare in contanti. Alcuni giorni dopo Della Ciana era tornato e aveva pagato con un assegno che però è poi risultato di un conto corrente che era stato estinto. Della Ciana aveva detto che l’operazione era garantita dall’avvocato De Gaetani. In seguito Della Ciana era tornato all’officina per acquistare una Smart per 3mila euro e l’aveva pagata, continua l’accusa, con un assegno post datato. Nel novembre del 2010 era Della Ciana a proporre la vendita di una Opel Corsa per 3.700 euro. Auto che veniva pagata in alcune tranche. Poi però Della Ciana avrebbe chiesto di poter usare temporaneamente l’auto dicendo che dell’acquisto era interessato un operatore di polizia. Auto che poi non sarebbe più stata riconsegnata perché non si erano ancora ultimate le procedure per il trasferimento di proprietà. Secondo l’accusa, Della Ciana e De Gaetani si sarebbero appropriati dell’Alfa Romeo, della Smart, e dei 3.700 euro della Opel Corsa per una vendita che non si era mai completata.

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