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Il maestro delle zucche giganti
regala tablet a Pieve Torina

SOLIDARIETA' - Mario Muscoloni con il fratello Gilberto e l'amico Riccardo Pierini, tutti e tre maestri presepai, hanno acquistato le apparecchiature con le offerte dei visitatori alle mostre sui presepi allestite a Jesi e a Santa Maria Nuova
giovedì 12 gennaio 2017 - Ore 19:07
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Mario Muscoloni abbraccia una delle sue zucche giganti

La sua passione per la coltivazione di zucche giganti l’ha reso famoso in tutt’Italia. Adesso però il palmares di Mario Muscoloni, offagnese di nascita ma jesino di adozione, si arricchisce di una medaglia per la generosità. Se nelle Marche resta imbattuto il record della zucca mastodontica da 550 chili cresciuta nel 2015 nell’orto dell’ex dipendente del Comune di Ancona, da stamattina Mario, suo fratello Gilberto e l’amico Riccardo Pierini, tutti e tre maestri presepai, possono dirsi orgogliosi della loro ultima impresa: la consegna di 9 tablet alla scuola primaria e secondaria di Pieve Torina, acquistati con le offerte dei visitatori alle mostre dei loro presepi allestiti a Jesi e Santa Maria Nuova

La consegna dei tablet alla scuola di Pieve Torina

“Con grande piacere abbiamo consegnato questi 9 tablet acquistati con il ricavato delle offerte, circa 1700 euro, ricevute durante le due mostre di presepi artistici, allestite nel periodo natalizio – commenta Mario Muscoloni. – I ringraziamenti vanno intanto ai sindaci di Jesi e Santa Maria Nuova, Massimo Bacci e Alfredo Cesarini, per averci messo a disposizione i locali per realizzare la mostra dei presepi. Stamattina siamo rimasti frastornati dal disagio in cui opera la scuola di Pieve Torina,con alunni e insegnanti costretti in aule rimediate alla meglio nella palestra di in un pallone gonfiabile con temperature basse. Ci auguriamo di aver portato un attimo di gioia ai ragazzini di questa scuola. Anche per le insegnanti molto gentili, non è facile insegnare in queste condizioni”.

Foto ricordo dei tre maestri presepai con gli scolari di Pieve Torina

Il deserto di uomini e la solitudine che avvolgono le case inagibili hanno colpito i tre artisti. “Girare per il paese è una desolazione: c’è un silenzio di tomba – racconta Mario – e in giro per le strade si incontrato solo gatti e cani. Mette tristezza vedere come la vita di comunita’ sia stata cancellata in pochi secondi dal violento terremoto. Oggi Vedere i volti sorridenti di quei bambini felici ci ha aperto una speranza nel profondo del cuore. Crediamo che supereranno con forza anche questo momento terribile della loro vita”.

(m.p.c.)

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