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Case popolari pronte,
ma vuote

ANCONA - Sono circa 200 gli alloggi liberi, in attesa di assegnazione da mesi. E' il caso di via Flaminia: 14 nuovi appartamenti, la costruzione è conlcusa dallo scorso aprile e ancora sono senza inquilini
giovedì 19 gennaio 2017 - Ore 15:38
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Case popolari in via Flaminia

di Emanuele Garofalo

Le case popolari sono pronte dallo scorso aprile, ma ancora sono disabitate. Si tratta degli alloggi di via Flaminia, as Ancona, a ridosso del bypass. In tutto 14 appartamenti che l’Erap ha consegnato al Comune da quasi un anno, eppure ad oggi sono vuoti. Il motivo? I tempi della burocrazia, che non hanno permesso ai nuovi inquilini di metterci piede. Ogni appartamento infatti deve essere proposto a chi ne ha diritto nella lista di attesa dell’edilizia residenziale popolare. Ogni assegnatario ha poi 30 giorni di tempo per accettare o rifiutare la casa, prima di poter scorrere la graduatoria e passare al nome successivo. Finora quindi solo 6 delle 14 case sono state assegnate, ma anche queste non possono essere abitate: gli appartamenti infatti non avranno l’allaccio di acqua e gas fino a quando non saranno tutti assegnati.

Una beffa per gli oltre 1.200 richiedenti un alloggio popolare in città, alcuni di loro in lista di attesa anche da anni. E non succede solo in via Flaminia. In tutta la città, sono circa 200  le case popolari libere che attendono di essere assegnate. Tante sono le consegne ancora in sospeso e che il Comune ha inviato agli inquilini negli ultimi mesi, comprese le palazzine inaugurate lo scorso giugno a Collemarino. Le buone notizie invece arrivano dai cantieri, come quello in via Petrarca, dove sono iniziati i lavori per la costruzione di 33 nuovi alloggi. Dopo anni di stop potrebbe ripartire anche il cantiere in piazza Aldo Moro. È stato aggiudicato l’appalto per 58 appartamenti, entro fine febbraio è attesa la firma del contratto. Il lotto fa parte del progetto della piazza per un totale di 142 case rimaste finora sulla carta, tra cui il palazzo di 30 appartamenti, iniziato e bloccato dai contenziosi legali tra l’Erap e l’impresa edile.

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