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Palazzo della Provincia verso l’acquisto,
in arrivo la cittadella giudiziaria

ANCONA - Una società dello Stato, in seno al ministero dell’Economia e delle Finanze, è interessata a pagare 9 milioni di euro lo scheletro di ferro di corso Stamira, per ristrutturarlo con una cifra complessiva di 20milioni e fare posto alla Corte d'Appello, alla procura e al tribunale di sorveglianza. Il presidente Marino: "Già presentata la pratica"
giovedì 26 gennaio 2017 - Ore 15:47
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L’ex palazzo della Provincia in corso Stamira

 

Il presidente della Corte d’Appello Carmelo Marino

 

di Marina Verdenelli

(Foto Giusy Marinelli)

Da scheletro di ferro a sede della nuova cittadella giudiziaria. Si va verso l’acquisto dell’ex palazzo della Provincia in corso Stamira, ad Ancona, prossimo ad accogliere gli uffici della Corte d’Appello, della procura generale e del tribunale di sorveglianza. C’è una società dello Stato, in seno al ministero dell’Economia e delle Finanze, l’Invimit (società di gestione del risparmio), interessata a pagare i 9milioni di euro di costo dell’immobile per ristrutturarlo con una cifra complessiva di 20milioni di euro e ricavarne la nuova cittadella giudiziaria. A renderlo noto è stato lo stesso presidente della Corte d’Appello, Carmelo Marino, durante un anticipo della relazione sull’amministrazione della giustizia nel distretto di Ancona in vista dell’inaugurazione dell’anno giudiziario che ci sarà sabato ( 28 gennaio). «La pratica è stata presentata già da tre mesi – conferma Marino – al ministero. Attendiamo una decisione. Lo spostamento di sede comporterebbe un risparmio nel pagamento del canone in vista di una possibile vendita, da parte del Comune di Ancona, dell’edificio in cui siamo oggi, e di sua proprietà».

La Corte d’Appello

Il Comune infatti lo ha inserito nel piano delle dismissioni per cederlo a privati. Attualmente l’amministrazione comunale non riscuote infatti l’affitto dalla palazzina di via Carducci, in pieno centro, per via di una legge che dal 1 settembre 2015 ha esonerato il ministero al canone dovuto. Una cifra risaputa da tempo e pari a circa 200mila euro annui che corrisponde al 30% del reale valore del canone fissato a circa 630mila euro. Con l’acquisto di un privato, al momento però le aste che si sono susseguite sono andate tutte deserte, la Corte d’Appello sarebbe obbligata al pagamento dell’affitto (l’esonero riguarda solo l’ente pubblico). Così si profila tutto l’interesse da parte del ministero di un immobile dove spostarsi e su cui investire. Per le altre sedi occupate oggi dalla procura generale, vale a dire l’immobile in via Matteotti, e dal tribunale di sorveglianza al viale della Vittoria, gli affitti annuali sono di circa 50mila euro per ciascun palazzo.

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