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“Stiamo cercando una soluzione”,
sindaco di Arcevia replica al Conapo

Andrea Bomprezzi risponde alle accuse sollevate dal sindacato autonomo dei vigili del fuoco sulla sede che ospita i pompieri e dove sono stati trovati addirittura i topi. Critiche al primo cittadino anche da parte di Cgil, Cisl e Uil per i problemi all'immobile
giovedì 26 gennaio 2017 - Ore 17:32
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Foto d’archivio

Inagibilità sanitaria della sede dei vigili del fuoco di Arcevia, il sindaco replica al Conapo. Cgil, Cisl e Uil confermano le pessime condizioni dello stabile già denunciate dal sindacato autonomo dei pompieri (leggi l’articolo). «Inaccettabile e ingiusto addossare la colpa al Comune». Il sindaco Andrea Bomprezzi risponde all’attacco del Conapo, il sindacato autonomo dei pompieri. «Sembra essere diventato uno sport nazionale scaricare sui sindaci e le amministrazioni locali, unico vero presidio a contatto diretto con i cittadini, qualsivoglia responsabilità – afferma Bomprezzi -. Noi siamo abituati a stare in prima linea senza polemiche e senza trovare capri espiatori, ma cercando di dare risposte alla comunità, come per esempio abbiamo fatto durante l’emergenza neve della scorsa settimana, con la fattiva collaborazione dei vigili del fuoco. O non si conosce o si fa finta di non conoscere la storia della sede. Il Comune di Arcevia – sottolinea il sindaco – si fa carico da sempre dell’affitto e delle utenze del distaccamento e si è sempre adoperato con il suo ufficio tecnico, insieme a volte al proprietario dell’immobile, per rendere funzionale al massimo un fabbricato che in origine non era stato pensato per ospitare i pompieri (parliamo di più di 100mila euro dal 2008 ad oggi di investimento). Anche in quest’ultima situazione, ci siamo immediatamente adoperati in collaborazione con il comando provinciale per risolvere il problema dei ratti e trovare una sede provvisoria alternativa per poter svolgere la derattizzazione già messa in calendario dal comandante provinciale Di Iorio. Sappiamo – prosegue ancora – che quella sede, pensata inizialmente per un distaccamento misto di volontari e professionisti e che lo Stato ha deciso ormai due anni fa circa di rendere sede permanente, non è più idonea per svolgere tale funzione». E il sindaco Bomprezzi assicura che si sta già lavorando per trovare una soluzione. «E’ stata individuata una strada. Ci vorranno ancora alcuni mesi per avere un nuovo stabile e quindi una nuova caserma. Nel frattempo noi manteniamo la collaborazione e la disponibilità a trovare soluzioni provvisorie e condivise. Voglio infine sottolineare – conclude – che la collaborazione stretta e il rapporto corretto e di stima reciproca che sempre abbiamo avuto con il Comando provinciale e con chi coordina la sede locale e voglio ringraziare il personale per il loro lavoro prezioso e professionale che ha svolto, che sta svolgendo e che continuerà a svolgere per il territorio di Arcevia e dei comuni limitrofi. Questa sede ha un grande valore reale e simbolico che rappresenta per una volta la vicinanza delle istituzioni alle aree interne e periferiche, a comuni complessi come Arcevia, che ha meno di 5 mila abitanti e un territorio di 126 km quadrati, che ha avuto la forza di farsi carico fino ad oggi di una struttura fondamentale come la sede dei pompieri».

A sottolineare ancora la gravità della situazione all’interno della caserma, dopo la denuncia del Conapo, i sindacati confederali. «Sono trascorsi otto anni sono trascorsi dalla sua apertura in pompa magna della sede del distaccamento – scrivono in una nota la Fp-Cgil, la Fns-Cisl e la Uil-Pa – e quei locali dovevano essere semplicemente “provvisori” in attesa di una sistemazione più idonea. È evidente che qualcuno ha sbagliato, e ciò che sta accadendo è un evento ampiamente annunciato da tempo, rimasto come al solito inascoltato. Chi ha responsabilità organizzative e politiche è tempo che si impegni per trovare una soluzione dignitosa e idonea per permettere al personale di svolgere al meglio il proprio servizio, permettendo così di mantenere un importante presidio di soccorso per il territorio».

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