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Negozio nel mirino di una baby gang,
commerciante chiude l’attività

ANCONA - È la drastica decisione presa da Alessandra Marchetti, titolare del Break Zone, a pochi passi da piazza Cavour. "Ragazzini passano il tempo ad ubriacarsi e fanno danni. Riaprirò lunedì"
mercoledì 8 febbraio 2017 - Ore 19:33
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Il cartello messo da Alessandra Marchetti

 

Alessandra Marchetti

 

di Federica Serfilippi

Costretta a chiudere il negozio a causa dei ripetuti atti vandalici commessi dalle baby gang. È la drastica decisione presa da Alessandra Marchetti, da quasi tre anni titolare del Break Zone, locale di distributori automatici di via Elia, ad Ancona, a pochi passi dalla centralissima piazza Cavour. Dietro la sua scelta ci sono i continui raid di gruppi di ragazzi, italiani e stranieri, che passano interi pomeriggi all’interno nel negozio, ubriacandosi e scagliando calci contro il muro. Danneggiamenti che hanno costretto la titolare a chiudere i battenti lo scorso martedì, giorno in cui è stato appeso alla vetrina del locale questo cartello: «A causa dei ripetuti atti vandalici – si legge – siamo costretti a tenere chiuso. Andate a fare casino e ubriacarvi a casa vostra». Rabbia e rassegnazione. Due sentimenti che la commerciante aveva già provato poco dopo l’apertura del suo negozio. Per 18 mesi era stata in balia di un’altra gang, quella che lo scorso anno aveva portato scompiglio nel centro storico della città, scatenando risse e commettendo furti che sono ancora al vaglio della procura dei minori. «Quei ragazzi, quasi tutti minorenni, entravano in azione di notte, oppure la domenica mattina – dice la commerciante – . Dalle immagini delle telecamere installate nel locale ho potuto vedere che spesso erano tutti ubriachi: si accanivano contro i distributori automatici, rubavano la merce e giocavano a calcio con la pattumiera, sporcando tutto il pavimento. Per questi fatti, ho sporto ben 11 denunce in un anno e mezzo». Che hanno portato all’identificazione e alla denuncia di alcuni componenti della gang. La storia dei vandalismi sembrava finita, ma è ricominciata un mese fa, con un’altra banda, composta da ragazzi più grandi rispetto alla prima. Si impossesserebbero del negozio al pomeriggio, rimanendoci per ore. Per ammazzare il tempo, bevono birra e altri alcolici, prodotti che le macchinette non vendono. Poi, qualche l’alcool fa effetto, tirerebbero dei calcioni al muro. Non è un caso che il negozio abbia giù subito tre ristrutturazioni. Martedì, dopo aver visto altri pezzi di muro per terra, ha deciso di chiudere. Almeno per un po’. «Sono stanca di questa situazione – continua Marchetti – non sono episodi gravi, ma alla lunga pesano. Pensavo che avviare un negozio in centro potesse essere una passeggiata, invece mi sono dovuta ricredere. Voglio comunque riaprire. Lo farò il prossimo lunedì».

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