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Riforma Ersu,
sindacati e studenti
contro la legge regionale

UNIVERSITA' - Lavoratori e universitari si riuniscono in presidio domani mattina davanti al Consiglio regionale per manifestare contro la proposta di legge regionale 77 in discussione. "La Regione ha ignorato le proposte delle parti sociali e dei rappresentanti dell'istruzione" denuncia la lista Gulliver
lunedì 13 febbraio 2017 - Ore 16:43
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Una manifestazione dell’associazione studenti universitari Gulliver contro la proposta di legge regionale 77

 

Riforma degli Ersu, domani dalle 11 il picchetto di protesta di studenti e lavoratori davanti a palazzo Leopardi. La proposta di legge 77, in discussione domani in Consiglio regionale, ha già raccolto le critiche di universitari e anche del rettore dell’Univpm Longhi (leggi l’articolo). Lavoratori e studenti chiedono infatti la costituzione di un unico ente regionale, invece delle convenzioni con i singoli atenei proposti dalla Regione per l’erogazione di servizi agli universitari, come mensa e alloggi. “Ribadendo quanto già dichiarato nel corso delle audizioni consiliari – scrivono in una nota Cgil, Cisl e Uil – i sindacati sostengono la costituzione dell’Erdis come ente unico regionale con la sua natura di ente strumentale della Regione, con responsabilità diretta dei servizi. Questo impianto, per i sindacati, permette il rispetto di quanto previsto dalla legge di Stabilità e consentirebbe la razionalizzazione delle procedure con relative economie di scala nonché la garanzia dell’uniformità del diritto allo studio”.

“Dopo mesi di mobilitazione e di incontri, le richieste del mondo accademico, degli studenti e dei lavoratori non hanno ancora trovato ascolto – dichiara Arianna Baldassari, coordinatore della Lista Gulliver – Sinistra Universitaria – UDU Ancona -. Da mesi chiediamo una legge che sia davvero in grado di migliorare il diritto allo studio nelle Marche, che possa portare ad avere servizi di eccellenza e standard di qualità elevati in tutti i territori della Regione. Si sta scegliendo, invece, di mantenere la frammentazione e gli egoismi territoriali e di deresponsabilizzare l’istituzione regionale dal garantire il diritto allo studio, attraverso le convenzioni con gli atenei. Riteniamo inaccettabili le scelte che si stanno facendo che mettono in pericolo il mantenimento del diritto allo studio a lungo termine, e il metodo adottato: la Regione ha ignorato le proposte delle parti sociali e le rappresentanze del mondo dell’istruzione superiore.”

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