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Povertà, a Jesi raddoppiate
le richieste di aiuto

WELFARE - I numeri dell'Azienda servizi per la persona parlano di 300 mila euro spesi in sussidi, tra voucher per l'inserimento nel mondo del lavoro e contributi alle spese degli indigenti
mercoledì 15 febbraio 2017 - Ore 20:19
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La sede dell’Asp

 

Oltre un migliaio in fila per un sostegno, raddoppiate le richieste nell’ultimo anno. Supera i 300 mila euro la spesa certificata nel 2016 dal Comune di Jesi e dall’Azienda servizi alla persona che i Comuni della Vallesina hanno scelto per gestire  i servizi dell’area disagio. Numeri in crescita, sia per i servizi che per gli utenti beneficiari, a fronte di un’ampia fascia di disagio determinato da marginalità sociale ed economica che continua ad allargarsi. Sono più di mille le persone che hanno usufruito dei servizi dedicati all’area disagio e povertà, quasi il doppio rispetto a quelli degli anni passati. Di questi oltre 300 soggetti – tra persone e nuclei familiari – hanno beneficiato di contributi assistenziali per il loro stato di indigenza, con i voucher lavoro che stanno diventando lo strumento più diffuso invece dell’assegno diretto. La scelta dell’Asp è infatti quella di dare l’opportunità di svolgere piccoli lavori, anche per mantenere l’indigente attivo nel mercato del lavoro e magari trovare opportunità più stabili. Tra quanti invece hanno ricevuto il sostegno in denaro vi sono stati anche coloro avevano difficoltà a pagare affitti o bollette e che hanno ottenuto piccoli prestiti, impegnandosi – come stanno puntualmente facendo nella stragrande maggioranza dei casi – ad una restituzione a rate. Sono state 62 le famiglie che hanno ricevuto pacchi alimentari, mentre 153 sono stati gli esoneri dalla spesa per i servizi scolastici (mensa e scuolabus). Nel sostegno agli alimenti vanno considerate anche le famiglie che si approvvigionano al tavolo della solidarietà sviluppato con il progetto SprecoZeroAlimentare: un centinaio i pasti che ogni settimana vengono erogati, oltre a prodotti agroalimentari prossimi alla scadenza o non più commerciabili ma perfettamente salubri. A pieno regime ha lavorato la Casa delle Genti nell’ex scuola Cascamificio, vale a dire il centro per i senza fissa dimora che nel corso del 2016 ha ospitato 389 persone, a conferma della validità di questo progetto che punta a dare un letto, servizi igienici ed un pasto a chi vive in strada.
Oltre all’erogazione di sostegni vari, da segnalare che in 465 si sono rivolti al centro per l’integrazione sociale dove i migranti hanno trovato una serie di servizi, oltre a psicologi, mediatrici culturali e assistenti sociali per informare, orientare e supportare i fruitori. Per la professionalità con cui l’Asp gestisce questo delicato settore, il direttore Franco Pesaresi è stato inserito nel gruppo di lavoro ministeriale sul Sostegno di Inclusione Attiva, il nuovo progetto rivolto proprio alle fasce più povere della popolazione.

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