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La protesta in piazza:
“Se la Regione vuole i nostri soldi,
si prenda anche la nostra disabilità”

MACERATA - Sit in in piazza della Libertà. Il problema sono i soldi per l'assistenza che sono stati tagliati in seguito ad una direttiva ministeriale. Cristiana Di Stefano: "Sono criteri assurdi, per ottenere i fondi occorre essere in precoma". Anna Menghi: "Lunedì in Consiglio comunale proporremo un ordine del giorno sul tema"
sabato 18 febbraio 2017 - Ore 18:46
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La protesta questa mattina in piazza della Libertà

Cristiana Di Stefano

di Federica Nardi

(Foto di Lucrezia Benfatto)

“Se la Regione vuole i nostri soldi deve prendersi anche la nostra disabilità”, è lo slogan coniato da Cristiana Di Stefano, 54 anni, costretta sulla carrozzina a causa della sclerosi multipla e ora senza nemmeno quegli 8mila euro all’anno che le garantivano l’assistenza. La Regione a settembre ha cambiato le regole per il sostegno ai disabili gravi, e questa mattina in piazza della Libertà, a Macerata, c’è stata la protesta di chi rischia di restare senza nulla e privo di assistenza. Un sit in, a cui ha partecipato anche Cristiana. Una ventina di persone, alcune con le carrozzine, hanno fatto sentire la loro voce perché rischiano di non avere più nessuno che li assiste. Come Cristiana, che vive da sola, e ha bisogno di qualcuno che la aiuti tutto il giorno e questo ha un costo che sfora i mille euro al mese. E il provvedimento regionale è retroattivo quindi niente soldi nemmeno per il 2016.

“Ho saputo di questo cambiamento – racconta Di Stefano – perché il comune di Macerata ha assistenti sociali molto attenti che ci hanno avvisato che quest’anno erano cambiati i criteri per la domanda di contributo, che scade oggi”. Per ottenere i fondi di quella che viene chiamata la “ex indiretta”, cioè il vecchio fondo per l’assistenza indiretta ai disabili gravi, “ci sono diverse scale di disabilità – spiega Di Stefano – a seconda della patologia. Secondo i nuovi criteri della Regione per accedere al contributo bisogna avere, su una scala da 1 a 10 (dove 10 è sostanzialmente la morte), almeno 9. Cioè stare in precoma, dipendere da un macchinario per la sopravvivenza. Io ho 7 e vivo da sola, sono criteri assurdi”. In pratica con il nuovo decreto regionale, che ha recepito quello ministeriale di settembre che però, dice la 54enne “si limitava ad ampliare i fondi per i disabili gravissimi e non a togliere quelli per i gravi”, non vengono più considerati “i criteri sociali. La Regione viola lo stesso decreto ministeriale, il diritto alla salute. Un familiare che lascia un disabile senza assistenza viene arrestato. Come fanno poi le persone disabili gravi che non hanno famiglia?”.

Gianfranco Marchegiani

La domanda per chi percepiva il contributo è ora nelle mani dei consulenti regionali. Ceriscioli infatti ha risposto a chi protestava per l’esclusione dal sostegno che la Regione provvederà insieme ai Comuni a individuare quei casi di disabilità che andrebbero comunque aiutati e le risorse in qualche modo verranno integrate. Ma “pensiamo ai terremotati – dice Di Stefano – che non hanno nemmeno più il Comune o l’assistenza sociale. Non possono fare domanda e nemmeno ricorso e tutto è avvenuto alle loro spalle”. Gianfranco Marchegiani, 65 anni, di Cingoli, ha preso parte alla protesta per sua figlia di 28 anni disabile, Paola. Ma “lei ha me che posso permettermi di assisterla, ho fatto i lavori a casa, ho preso l’auto omologata senza ricevere un euro di rimborso – dice Marchegiani – io lotto per gli altri che non possono permetterselo”. Alessandro Lippo, dell’Acu Marche, punta il dito contro “lo sperpero di denaro pubblico per l’abuso di richiesta di farmaci per i residenti nel cratere. Farmaci come il viagra, mentre i fondi per i disabili vengono tagliati e così i servizi”.

Anna Menghi

Presente per l’Anmic Anna Menghi, consigliere comunale di Macerata: “La Regione oltre a tagliare il fondo ha previsto per chi già aveva le certificazioni di invalidità civile e la 104 un’altra certificazione che attesti la particolare gravità della disabilità. Così hanno ristretto la platea dei destinatari. Ma noi vogliamo scoprire le carte e dare voce a tutti quelli che non possono esserci e che sono soli. Lunedì in Consiglio comunale proporremo un ordine del giorno sul tema. Continueremo a chiedere conto delle affermazioni di Ceriscioli e non siamo disposti ad aspettare. Sono anni che continua il taglio al fondo sociale regionale”. E da Roma le notizie non sono rassicuranti: “Il presidente nazionale dell’Anmic – dice Menghi – ha detto che ci sarà un ulteriore taglio di fondi perché l’Europa chiede una manovra aggiuntiva. E tagliano sempre ai più deboli”.  

Il sit in è stato organizzato dall’Associazione nazionale mutilati e invalidi civili (Anmic), dall’associazione Genitori e figli per mano, gruppo Genitori per la vita di Macerata, dall’Associazione consumatori utenti delle Marche (Acu), dall’associazione Inquilini Marche, dalla Confederazione unitaria di base delle Marche, dall’Albero della Sibilla onlus, dall’associazione Oltre di Jesi e dal comitato Montinari delle Marche.

***

La storia di Cristiana Di Stefano nel 2012 aveva colpito i cuori dei maceratesi che avevano partecipato con grande generosità a una raccolta fondi promossa da Cronache Maceratesi. Questo le aveva consentito l’acquisto di montascale e carrozzina che le avevano permesso di uscire autonomamente di casa dopo anni di difficoltà.

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