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Adotta un anziano,
il Comune lancia l’affido dei nonnini

ANCONA - Un assegno mensile da 300 a 500 euro per chi decide di prendersi cura di una persona rimasta sola, sullo stesso modello dell'affido dei minorenni stranieri. E' un progetto pilota in tutta la regione. C'è già il primo caso di donna in affido
venerdì 24 febbraio 2017 - Ore 15:03
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Cartolina della campagna di comunicazione lanciata dal Comune per far conoscere il nuovo servizio

 

Contro il dramma della solitudine, per evitare il ricovero nelle case di riposo, ma anche per migliorare la qualità e l’aspettativa di vita di molte persone in età avanzata rimaste senza parenti e famiglia. Per questo il Comune lancia l’affido degli anziani. Funziona in modo simile all’affido dei minori stranieri, solo che qui l’impegno è di prendersi cura di una persona autosufficiente, rimasta sola. Affido di supporto, temporaneo, oppure in convivenza, sono queste le tre formule per aiutare la persona che ha bisogno, si va da un minimo di tre visite alla settimana fino alla vera e propria coabitazione. Chi può essere affidatario? Singoli individui, coppie oppure intere famiglie che decidono di allargarsi ad un “nonnino” in adozione. Per questo impegno, il Comune corrisponde un assegno mensile che va da 300 a 500 euro, oltre alla stipula di una assicurazione contro gli infortuni. Il tutto supervisionato e controllato dai servizi sociali, chiamati a monitorare rigorosamente sia la qualità dell’affido, sia i requisiti di anziani e volontari che si offrono per dare un mano. Anziani e volontari saranno iscritti in un albo e selezionati dal Comune per l’affidamento. Budget iniziale a bilancio di 15 mila euro, c’è già il primo caso: una coppia, formata da una madre anziana e una figlia con disabilità, che vengono aiutate da un’altra donna, loro affidataria. Nelle Marche il progetto è pilota, solo Padova, Milano e alcune città dell’Emilia hanno sperimentato l’idea. “La rete sociale è determinante per la buona salute degli anziani – spiega l’assessore al welfare Emma Capogrossi -. Gli ultimi eventi di cronaca non possono passare inosservati, ci obbligano a intervenire”. L’assessore si riferisce in particolare all’anziano ritrovato senza vita in via Podgora dopo quasi due mesi di silenzio (leggi l’articolo). Una riflessione che si collega anche al dato statistico della popolazione (leggi il report). “Un anconetano su quattro è over 65, già oggi forniamo un servizio di assistenza domiciliare a 130 persone, è chiaro che siamo partiti da questi dati di riferimento” risponde Capogrossi. Ma l’idea è di dare un beneficio anche chi ospita una persona di età avanzata. “I benefici possono essere per entrambe le parti, non sono solo gli anziani ad aver bisogno di aiuto e compagnia, anzi possono dare e insegnare molto” commenta l’assessore.

(E. Ga.)

L’assessore ai servizi sociali Emma Capogrossi (a destra) con Anna Maria Manca, responsabile servizio anziani dei servizi sociali, durante la presentazione del nuovo affido anziani

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