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Tre sirene e una conchiglia,
l’eco di Carmen Consoli a Senigallia:
“Spero di essere alla vostra altezza”

CONCERTO - Emozioni forti al teatro La Fenice per la Cantantessa, sul palco per il nuovo tour partito a febbraio. Due ore no stop e un pensiero alla guerra in Siria e in Libia. "Di fronte a tutto questo abbiamo anche chi decide di isolarsi, come l'Inghilterra e chi decide di alzare su muri, come l'America". Il 26 luglio sarà all'Arena Gigli di Porto Recanati
domenica 12 marzo 2017 - Ore 12:01
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Carmen Consoli

 

di Marina Verdenelli

(Foto di Lucrezia Benfatto)

E’ finito con il pubblico che ha “rotto le righe” delle poltroncine del teatro, occupate fino a poco prima, per guastarsi il concerto in acustica, e lanciarsi a bordo palco battendo le mani, cantando e acclamando la loro Cantantessa sulle parole dei brani “Amore di plastica” e “L’eccezione”. Emozioni forti ieri sera al teatro La Fenice di Senigallia per Carmen Consoli, sul palco con “Eco di Sirene”, il nuovo tour partito a febbraio e che sta registrando già il tutto esaurito in Europa e negli Stati Uniti.

Pubblico in piedi a fine concerto

Un susseguirsi di brani, tra i più nuovi e i più noti fin dagli esordi dell’artista che, rivolgendosi al suo pubblico ha detto: «Non sono su tutte le riviste, non sono in classifica, non ho un album in uscita eppure posso permettermi di fare un concerto così, in acustica, rischiando di farvi venire un colpo di sonno. Questo è grazie a voi pubblico aperto e fiducioso. Tornate a vedermi. Mi auguro sempre di essere alla vostra altezza». Gonna lunga, stivali, camicia verde luccicante e le sue sei chitarre. Carmen accende il concerto poco dopo le 21. Sul palco la scenografia che ricorda una grande conchiglia.

Carmen Consoli si avvicina ai fan

Dentro tre sirene: lei, Emilia Belfiore al violino e Claudia della Gatta al violoncello. “Parole di burro” rompe il ghiaccio poi è la volta di “Fiori d’arancio”, “Perturbazione atlantica”, “Geisha”. Dal pubblico una voce le urla: «Carmen ti amo, siamo qui». Seguono “Pioggia d’aprile”, “L’ultimo bacio” fino ad “Eco di sirene”. «Le sirene hanno un doppio significato – spiega Carmen dal palco – siamo noi tre qui sul palco, su questa conchiglia ma le sirene sono anche un segnale di guerra. Quando scrissi questa canzone c’era quella dei Balcani, ora abbiamo la guerra in Siria, in Libia, nulla è cambiato. Di fronte a tutto questo abbiamo anche chi decide di isolarsi, come l’Inghilterra e chi decide di alzare su muri, come l’America». Poi intona il brano scritto per il padre, “Mandaci una cartolina”, «Un uomo che ha fatto dell’ironia – dice Carmen – la sua filosofia di vita». Due ore tutte d’uno fiato per un teatro sold out che in chiusura ha potuto anche stringere la mano a Carmen Consoli. Dal palco infatti la cantante si è avvicinata a quanti erano scesi dalla platea per allungare loro le mani in segno di affetto. Carmen Consoli ritornerà nelle Marche il 26 luglio, in concerto all’Arena Gigli di Porto Recanati.






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