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Stefano Gatto: “Non mi ricandido
ma chi lo farà, punti sulla squadra”

OFFAGNA - L'ex sindaco che dimettendosi ha aperto la strada alla dichiarazione di dissesto finanziario del Comune, oggi era a Roma come rappresentante del direttivo Pd. "Sono convinto - dice- che correranno almeno due liste per le Amministrative 2017. A me piacerebbe che scendesse ancora in campo Alessandro Desideri"
mercoledì 15 Marzo 2017 - Ore 21:48
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L’ex sindaco di Offagna, Stefano Gatto (a destra), oggi a Roma con l’on. Emanuele Lodolini (Pd)

 

di Maria Paola Cancellieri

Stamattina è andato a Roma per discutere dell’imminente congresso del Pd, come rappresentante del direttivo dem regionale delle Marche, e per partecipare a un incontro, alla Camera dei deputati, con l’on. Emanuele Lodolini e il sottosegretario al ministero dell’Interno Gianpiero Bocci. “Con loro ho parlato anche dei problemi della nostra comunità, di Offagna, ma stavolta io non correrò per le elezioni comunali. Non mi ricandido” ribadisce l’ex sindaco Stefano Gatto

Sindaco, lei ha scelto di dimettersi e di non affrontare il nodo spinoso del dissesto di Offagna. Non aveva previsto che dopo la dichiarazione del default fnanziario sarebbe arrivata anche la multa per il mancato rispetto del patto di stabilità? (leggi l’articolo)

“Ho cercato fino all’ultimo momento di risolvere il problema ma non ci sono riuscito e mi sono dimesso. Il mio è stato un mandato difficile: ho governato il paese in anni di crisi, di tagli ai trasferimenti statali per i piccoli Comuni. Poi è arrivato il dissesto, che nel caso di Offagna è collegato alla condanna del tribunale civile. Certo, la multa per il mancato rispetto del patto di stabilito è stata conseguenziale. La legge è questa, anche se sembra quasi un beffa che siano previste sanzioni per un Comune con i conti in dissesto. In queste condizioni come si può rispettare il patto di stabilità? E’ un controsenso.  Oggi a Roma ho parlato anche di questo, chiedendo se esistono leggi per aiutare ad uscire dal guado i Comuni in difficoltà”.

Come si può uscire da questa situazione?

“Semplicemente chiudendo al più presto il contenzioso che ha originato il dissesto. In paese sento tante, troppe chiacchiere espresse con leggerezza sulla vicenda. Io l’ho vissuta da dentro e posso garantire che è più complessa di quello che appare. La mia amministrazione ha ereditato una questione che si trascinava da 20 anni. Adesso, però, Offagna deve guardare avanti, senza fare processi su quello che è stato il passato che ormai conta poco, o avviare una caccia alle streghe sulle responsabilità. Si rischia solo di ingenerare incertezze e timori anche in chi vorrebbe provare a spendersi per la nostra comunità, candidandosi al consiglio comunale o alla carica di sindaco”.

Stefano Gatto nella veste di sindaco con il ministro Lerenzin

Offagna oggi è guidata da un commissario prefettizio e andrà al voto in primavera. In questo futuro non troppo lontano anche lei sarà della partita?

“No, assolutamente no, non entrerò in nessuna in lista. Tutti stentano a crederlo ma io non mi ricandiderò più. Se posso, sono contento di dare una mano a chi vorrà mettersi in gioco, proprio come io stesso sono stato aiutato nelle precedenti campagne elettorali. Spero davvero che più di un offagnese si possa candidare a sindaco e che lo faccia senza remore o paure. Se non si elimina la causa del dissesto, la situazione dei conti resterà in stallo per 5 anni, secondo quello che prevede la legge e sarà anche difficile costruire un programma elettorale. Ritengo che per vincere la sfida delle prossime elezioni amministrative sarà fondamentale il lavoro di squadra. Nessun sindaco potrà farcela da solo se non avrà al suo fianco una squadra forte e coesa. Non è, insomma, una questione di carisma”.

Secondo lei chi potrebbe vestire i panni del sindaco in questo frangente?

“A me piacerebbe vedere ancora al lavoro Alessandro Desideri, vice sindaco durante la mia legislatura. E’ giovane, è preparato, ha esperienza politica e conosce bene i meccanismi della macchina amministrativa. Attorno a lui però deve ricrearsi una squadra forte di consiglieri e assessori”.

E accetterà la sfida?

“Stiamo insistendo ma Alessandro ha impegni professionali e familiari. Non so se ce la faremo a convicerlo”.

Ci sarà anche qualche altro offagnese all’altezza del ruolo?

“Non ho dubbi che ci sia. Circolano diversi nomi in paese e sono convinto che alla fine si ricostituiranno almeno due liste elettorali, come è accaduto nel 2014. Forse la difficoltà più grande sta proprio nella ricerca dei candidati al consiglio comunale. Vanno trovati almeno 10 nomi, non è facile. Se poi si vota il 28 maggio le liste vanno depositate 30 giorni prima. Insomma i tempi cominciano ad essere stretti anche per abbozzare un programma elettorale”.

Che consiglio darebbe ai candidati a sindaco in questa fase così delicata?

“Non devono spaventarsi perché la comunità di Offagna nei momenti di difficoltà si è sempre ritrovata unita al di là dei colori politici, dell’impegno nel sociale o degli orientamenti partitici. Dopo la tempesta esce sempre il sole. E soprattutto non pensino di imboccare il percorso della fusione con un altro Comune più grosso. In questa fase di dissesto dovrebbe accollarsi i nostri debiti ma sarebbe l’unico a beneficiare dei contributi statali maggiorati”.

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