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Licenziamento Ciccarelli:
la Regione paga per evitare il processo

SANITA' - L'ente ha deciso di chiudere la vicenda con una conciliazione. Il dirigente del servizio salute era stato lasciato a casa dieci mesi fa con uno stringato comunicato in cui si adduceva il venir meno della natura fiduciaria del rapporto
sabato 25 Marzo 2017 - Ore 16:16
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Piero Ciccarelli

 

La Regione pagherà un indennizzo a Piero Cicciarelli, che aveva fatto causa all’ente dopo essere stato sollevato dall’incarico di direttore del Servizio salute, nel maggio 2016. Una transazione per non andare a processo. Un accordo conciliativo, concluso il 22 marzo al tribunale di Ancona, del quale non si conoscono i contenuti ma che presumibilmente ammonta a decine di migliaia di euro che la Regione dovrà sborsare in un momento di estrema difficoltà sia per il territorio, alle prese con l’emergenza sisma, sia per l’ente stesso, dopo l’annullamento del contestatissimo “concorsone” per i dirigenti.

Si chiude esattamente dopo 10 mesi la vicenda collegata al licenziamento di Piero Ciccarelli, all’epoca direttore del servizio Salute e ai vertici della sanità regionale. Un recesso che la Regione aveva spiegato con uno stringato comunicato stampa, adducendo la “imprescindibile natura fiduciaria del rapporto” collegato alla posizione rivestita da Ciccarelli. Un provvedimento improvviso, immediatamente contestato dal medico maceratese che, poco prima, era stato coinvolto in un’inchiesta relativa a presunti appalti pilotati nella sanità marchigiana, una vicenda nata da una precedente indagine a seguito della quale è stato celebrato un processo in cui tutti gli imputati sono stati assolti. Una transazione per evitare il processo e il rischio di un risarcimento che avrebbe potuto essere molto più grande, con una richiesta di Ciccarelli stimata superiore ai 300mila euro. Evidentemente dalle parti di palazzo Raffaello, dopo il licenziamento lampo di Ciccarelli, hanno ritenuto che la legittimità stessa dell’atto fosse in bilico e che la Regione potesse essere condannata a una spesa maggiore, tenuto conto anche di condanne subite in passato per licenziamenti di altri manager della sanità.

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