facebook rss

Esce dall’ufficio del Comune
per scommettere sulle partite:
assenteista rischia il processo

ANCONA – Nuovo caso di furbetto del cartellino, concluse le indagini, il pm chiesto il rinvio a giudizio del dipendente. Pizzicato al bar e a puntare sui match di calcio mentre era in orario di lavoro. L'avvocato Scaloni: "Poche ore contestate"
mercoledì 29 Mar 2017 - Ore 18:20
Print Friendly, PDF & Email

Il Comune (foto d’archivio di Giusi Marinelli)

 

di Federica Serfilippi

Caffè al bar e scommesse sportive durante l’orario di lavoro, dipendente comunale a rischio processo. Dopo quasi due anni di indagini serrate, il pm Serena Bizzarri ha concluso l’inchiesta che aveva portato sotto i riflettori della procura un 56enne impiegato negli uffici del Viale della Vittoria. Per lui, il magistrato ha chiesto il rinvio a giudizio, ma l’udienza preliminare non è stata ancora fissata. Truffa e violazione della legge Brunetta le ipotesi di reato contestate. Secondo l’accusa, a carico del dipendente (che è ancora in servizio) ci sarebbero prove sufficienti ad avvalorare la tesi dell’assenteismo. Tra queste, i filmati e le foto raccolte nell’autunno 2015 dagli agenti del nucleo di polizia giudiziaria della municipale che hanno condotto le indagini con il massimo riserbo. Tanto che nessuno dei dipendenti degli uffici del Viale, e neppure il sindaco Mancinelli, era stato messo al corrente dell’indagine. L’inchiesta era partita quando sul tavolo dei vigili urbani arrivata una segnalazione anonima che riferiva di alcuni movimenti sospetti perpetrati dal 56enne durante l’orario lavorativo. Da quel momento e per due mesi, gli agenti si sono mossi in borghese per seguire ogni minuto la vita del dipendente comunale. Armandosi di foto e videocamera, lo hanno pedinato e immortalato durante i suoi presunti episodi di assenteismo. Da quanto emerso dall’attività investigativa, sembra che l’uomo abbia giocato la carta delle timbrature facili. Entrava in ufficio, sbrigava qualche faccenda e poi usciva, senza però rimarcare il badge. Al di fuori degli uffici avrebbe svolto tutt’altro che il proprio dovere di impiegato. Avrebbe passato il tempo al bar, chiacchierando, gustandosi un break oppure puntando i soldi sulle scommesse sportive. Di mezz’ora o 60 minuti la durate delle assenze.  «Al mio assistito – ha detto Alessandro Scaloni, avvocato del dipendente – vengono contestate pochissime ore d’assenza, per un danno economico irrisorio». Quello del 56enne è l’ennesimo caso dei furbetti del cartellino scoppiato all’interno della pubblica amministrazione. Poche settimane fa è scattato il licenziamento per il dipendente comunale che durante il turno lavorativo svolgeva privatamente la professione di assicuratore. Ci sono poi gli autisti di scuolabus, recentemente colpiti da un provvedimento di sospensione perché sospettati di fare altro durante l’orario di lavoro. E infine, è ancora in piedi il processo a carico di tre vigili urbani, complici – secondo la procura – di essersi scambiati favori per smarcarsi il badge a vicenda.

Comune licenzia assenteista, usciva dall’ufficio per fare l’assicuratore

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X