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Carmelo Barbagallo inaugura
la nona Conferenza della Uil Marche

JESI - Il vertice nazionale sul terremoto ha sottolineato che "occorre integrare il decreto con nuove misure che non consentano la ripresa delle tassazioni tutta in un momento, come è accaduto in altre regioni d'Italia"
martedì 4 Aprile 2017 - Ore 19:18
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Carmelo Barbagallo con l’establishment della Uil marchigiana

Si è aperta questa mattina a Jesi, inaugurata dai canti del coro dell’Associazione anconetana “I giovani di ieri” la IX Conferenza di Organizzazione della Uil Marche, alla presenza del segretario generale Uil Carmelo Barbagallo. Nella sua relazione introduttiva, il Segretario Generale Uil Marche Graziano Fioretti ha, innanzitutto, analizzato la situazione internazionale ed europea, con un accento particolare ai valori fondativi dell’Europa, al problema dell’immigrazione e all’iniziativa della Uil a Lampedusa dove il 2 febbraio scorso ha riunito i sindacati dei popoli dell’area Sud del Mediterraneo e i rappresentanti delle 4 religioni, agli obiettivi di crescita economica, coesione sociale e rafforzamento dei valori democratici della Confederazione Europea dei Sindacati guidata dal segretario generale Luca Visentini. Fioretti ha poi parlato della situazione regionale, dove alla crisi economica degli ultimi ani si è aggiunto il dramma del terremoto.

“Oggi per le ingenti risorse messe a disposizione dall’Unione Europea e dal Governo Italiano – ha sottolineato Fioretti – questa sciagura deve trasformarsi in opportunità. Occorre programmare nella nostra regione un intervento strategico, nel segno della sostenibilità e dell’innovazione, che si ponga l’obiettivo della rinascita dell’Appennino centrale, che funga da traino e sfida con il coinvolgimento dell’intero apparato produttivo regionale.” Il segretario generale Fioretti ha precisato in proposito che le scelte della politica regionale rappresentano uno snodo centrale. “Ci chiediamo – ha affermato – l’attuale Giunta è in grado, sta facendo, ha intenzione di coinvolgere e organizzare una risposta sistematica alla crisi in atto e alle opportunità che sopra ricordavo? Se il buongiorno si vede dal mattino abbiamo molte riserve. Diciamo questo sulla scorta di una carenza di confronto, non certo imputabile a noi, sulla stragrande maggioranza degli argomenti di interesse di coloro che noi come Uil rappresentiamo.” Una forte critica, dunque, dei rapporti che il sindacato confederale con l’attuale giunta regionale.

Dopo la relazione introduttiva si è svolta la cerimonia di consegna del centro sociale che l’Ada – l’Associazione per la Difesa degli Anziani della Uil – rappresentata dal presidente Adriano Musi ha donato al Comune di Camerino rappresentato dal sindaco Gianluca Pasqui. Una struttura di 120 mq che verrà realizzata nella zona Vallicelle di Camerino, uno dei quartieri più popolosi della città, ma anche più colpiti dal terremoto. Il centro sarà gestito dall’Ada con attività quotidiane di incontro e socializzazione per la popolazione, non solo quella anziana, e iniziative che saranno promosse dalla presidente di Ada Marche Nirvana Nisi. Dopo gli interventi del Segretario Organizzativo della Uil Marche Riccardo Morbidelli e dei delagati, i lavori della mattinata sono stati conclusi dal segretario generale Uil Carmelo Barbagallo.

Il decreto terremoto non ha considerato l’istituzione di una no tax area per le attività produttive e i residenti del cratere sismico. Per Carmelo Barbagallo “occorre integrare il decreto con nuove misure che non consentano la ripresa delle tassazioni tutta in un momento, come è accaduto in altre regioni d’Italia”, e inserire, ha detto nel suo intervento, “agevolazioni che consentano una reale ripresa dell’economia dei territori colpiti dal terremoto”. Barbagallo ha auspicato la fine della politica di austerità europea e la ripartenza di una nuova stagione di investimenti pubblici e privati, in particolare nelle zone colpite dal sisma e in quelle a dissesto idrogeologico. “Basterebbe investire la metà dei soldi che occorrono per riparare i danni – ha detto – per rimettere in sicurezza il territorio e ridare fiato all’economia attraverso la ripresa dell’attività edilizia, che non è cementificare ma mettere in sicurezza”.

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