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Torrette: varata la riorganizzazione,
sindacati pronti a dare battaglia

ANCONA - Una determina della dirigenza ridefinisce le posizioni apicali sanitarie ed amministrative. La rappresentanza del personale denuncia la mancata concertazione. "Lesi i diritti dei lavoratori"
giovedì 13 Aprile 2017 - Ore 12:19
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Michele Caporossi, direttore generale Ospedali Riuniti Ancona (foto d’archivio)

 

Ospedali Riuniti vara la nuova organizzazione del personale. Le rsu di tutte le sigle sindacali sul piede di guerra. «Nessuna concertazione con le rappresentanze dei lavoratori, comportamento inaccettabile». Saranno rinnovati, tramite procedure selettive, 31 incarichi di cui due nuovi di zecca e, entro la fine dell’estate, si ridefiniranno le posizioni di altri 10 dirigenti apicali con l’assunzione di tre nuove unità. Così si legge in una nota dei direttore generale dell’azienda ospedaliera di Torrette, Michele Caporossi, che ha dato il via libera alla riorganizzazione con la determina 346. Sono 16 le posizioni sanitarie e 15 quelle amministrative, per una spesa complessiva di circa 180 mila euro. A cui si aggiungeranno tra gli 80 ed i 120 mila euro per la seconda fase della riorganizzazione. I 31 nuovi incarichi andranno a «rivitalizzare settori chiave come il blocco operatorio, le radiologie, i dipartimenti, la formazione, gli uffici del personale e dell’acquisizione beni e servizi» scrive Caporossi. In particolare, in questa prima tranche saranno istituite due nuove posizioni: la prima
è nel dipartimento del Servizio radiologico, la seconda nelluUnità operativa di Ricerca, Innovazione e Sviluppo, la stessa deputata a catturare i fondi europei.

L’iniziativa non è comunque gradita ai sindacati che contestano il metodo con sui si è arrivati alla decisione e mettono sul tavolo le molte questioni irrisolte in tema di organizzazione del lavoro. «La direzione aziendale continua la sua gestione senza un corretto confronto con i rappresentanti dei lavoratori: riteniamo questo comportamento non più accettabile», tuonano le rsu di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Fials, Fsi, Fsi Usae e Nursid di Ancona. «Anche per il 2017, come per il 2016, – riprendono le organizzazioni sindacali – la direzione ha presentato, alla Regione e alla stampa, il piano assunzioni senza avviare nessuna concertazione». Il mancato coinvolgimento dei sindacati, più di una mera questione di forma, ma una modalità che finisce spesso per ledere i diritti dei lavoratori, soprattutto in tema di carichi di lavoro, sostengono le rsu. «La non adeguata organizzazione del lavoro, predisposta dalla direzione con decisioni unilaterali – spiegano – termina spesso  con il mancato rispetto della normativa italiana ed europea in materia di orario di lavoro che, congiunta alla carenza del personale, fanno sì che si continui a lavorare in straordinario implementando lo splafonamento del fondo. Si sottolinea che a tutt’oggi il piano delle pronte disponibilità non è concertato, copre parte dell’attività istituzionale concorrendo anche esso allo splafonamento del fondo del disagio. Si arriva al paradosso di chiedere le osservazioni con  la firma, di accordi già sottoscritti dalla dirigenza medica (vedi regolamento libera professione) senza accettare alcuna osservazione e/o integrazione proposte da parte della rsu e dai sindacati». Proprio la questione dei regolamenti di libera professione sarà una delle prossime misure che verranno assunte dall’azienda, come fatto presente dallo stesso dg Caporossi. «La procedura di riorganizzazione – si legge nella comunicazione del direttore – sarà seguita da altri importanti iniziative quali l’adozione dei regolamenti sulla libera professione e sul part time, mai assunto in precedenza in azienda. Oltre a incontri sulla premialità 2017, il ticket dell’efficienza e gli incentivi legati al nuovo codice degli appalti». Tutti temi suoi quali i sindacati non ci stanno a rimanere all’angolo. «Ci riserveremo anche di intraprendere ulteriori iniziative finalizzate al ripristino delle corrette relazioni sindacali – concludono -, considerato anche che i dipendenti di questa azienda ospedaliero-universitaria sono i più penalizzati in termini di trattamento economico accessorio dell’intera provincia del sistema sanitario e sono, nonostante le richieste, ancora in attesa di un confronto per raggiungere ad un  accordo sulla produttività e sulle progressioni economiche orizzontali dell’anno 2017».

(A. C.)

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