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Protesta Baldini,
Schiavoni: “Chiusura assurda”
Operaio cade e si ferisce

CAMERANO - Il 43enne di Recanati è stato soccorso stamattina da un'ambulanza della Croce Gialla e accompagnato a Torrette. Ha lasciato l'ospedale per tornare dai colleghi al picchetto di protesta. Sulla vicenda interviene anche il presidente degli industriali di Ancona: "Si attivi chi di dovere per risolvere la situazione, non si può lasciar morire così un'impresa"
mercoledì 19 Aprile 2017 - Ore 19:23
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Simone Paoletti, durante la protesta di ieri davanti alla Questura

 

Cade in strada durante la protesta per garantire un futuro alla ditta per la quale lavora. Stamattina alle 10 è stato soccorso da un’ambulanza della Croce Gialla di Camerano, Simone Paoletti, uno dei 15 dipendenti di Sandro Baldini, in prima linea con i colleghi da domenica scorsa dopo il divieto di accesso al cavalcavia (imposto dalla società Autostrade), che collega l’impresa con la strada direttissima del Conero e blocca l’ingresso dei mezzi di ruspe e camion al capannone dell’azienda (leggi l’articolo).

Una caduta banale per il 43enne di Recanati che gli ha procurato un leggero trauma cranico e una contusione al ginocchio. Paoletti è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale regionale di Torrette ma ha preferito firmare la liberatoria prima di conoscere gli esiti dei referti degli esami diagnostici ai quali è stato sottoposto per tornare subito dai colleghi in picchetto di protesta a Camerano. Soprattutto non voleva mancare all’importante appuntamento di oggi pomeriggio in Prefettura (leggi l’articolo).

Il presidente di Confindustria Ancona, Claudio Schiavoni (foto d’archivio)

L’INTERVENTO DEL PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA ANCONA

Ad intervenire sulla vicenda che sta coinvolgendo la ditta di Camerano, il presidente di Confindustria Ancona, Claudio Schiavoni. «È una cosa assurda vedere un’azienda chiudere e licenziare i propri lavoratori a causa di un mancato collaudo di un ponte che è l’unica via d’accesso a quella realtà produttiva – commenta Schiavoni -. Parlo in primis da cittadino, poi da imprenditore ed infine da presidente di Confindustria. Mi aspetto che chi è deputato a risolvere la situazione lo faccia presto e per presto intendo domani mattina. Chi deve mettere in sicurezza quel ponte lo faccia. Credo, inoltre – prosegue il presidente degli industriali –, che sia altrettanto assurdo che se non si fosse verificato il crollo del ponte in A14 nessuno avrebbe sollevato il problema di questo cavalcavia che, a quanto pare non è mai stato a norma. Vorrei far notare che quell’azienda sta lì perché qualcuno l’ha autorizzata ed ora non la si può isolare, costringendola alla chiusura. Perciò che si attivi chi di dovere. Da parte mia e di Confindustria la massima solidarietà alla proprietà, ai lavoratori ed alle loro famiglie».

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