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Famiglia dorme in auto al Pincio
“Mi hanno tolto la pensione
non sappiamo come vivere”

ANCONA - Da un mese il parco è la loro casa. Giuseppe Albanese, 60 anni, è un parrucchiere che ha perso il sussidio d'invalidità che gli permetteva di andare avanti. Insieme alla moglie e ai due figli vorrebbe raggiungere la Germania per rifarsi una vita. "Abbiamo finito i soldi e la benzina, nessuno ci aiuta. Siamo invisibili"
giovedì 11 Maggio 2017 - Ore 20:51
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Giuseppe Albanese con la sua famiglia

 

Il parco dove la famiglia ha trovato riparo

 

di Marina Verdenelli

Da un mese dormono a bordo di una vecchia Alfa Romeo, parcheggiata al parco del Pincio, in via Circonvallazione. Succede ad Ancona, ad una famiglia di quattro persone: madre, padre e due figli di 21 e 22 anni. Sono partiti dalla Sicilia per raggiungere la Germania dove contano di trovare un lavoro e un po’ di stabilità ma sono rimasti senza soldi e senza aiuti. «E’ finita la benzina – racconta il capofamiglia, Giuseppe Albanese, 60 anni – siamo dovuti uscire ad Ancona sud e abbiamo raggiunto il centro. Qui c’è un bagno pubblico, possiamo almeno usare quello così abbiamo parcheggiato qui». Da prima di Pasqua dorme in auto con la moglie Anna Greco e i figli Ivan e Laura. «Sono un parrucchiere – continua Albanese – ho lavorato per 38 anni a Francoforte, vorrei tornare là perché qui in Italia ho perso tutto. Mi hanno tolto anche la pensione d’invalidità». Originario di Bari, Albanese ha subito alcuni interventi per una malattia che lo ha costretto a lasciare la Germania per tornare con la sua famiglia in Italia. «Non potevo più respirare i vapori e l’aria di una attività di parrucchiere – prosegue l’uomo – il medico mi ha detto che dovevo vivere in un luogo più salubre». Dopo gli interventi la Germania e l’Italia gli hanno riconosciuto una invalidità al 100 per cento e Albanese ha preso una pensione. «Sono tonato in Italia nel 2005 – prosegue – a vivere nel paesino di mia moglie, Vicari, in provincia di Palermo. Nel 2012 ho chiesto la 104 per avere delle agevolazioni legate al mio stato di invalido ma lì è iniziato il mio calvario. A Palermo mi hanno tolto la pensione perché secondo loro io non ero più invalido. Finché è stato vivo mio suocero ci ha aiutati lui, ora siamo rimasti senza casa, senza sostegni e allora vorremmo solo arrivare in Germania dove io potrei riprendere a lavorare come parrucchiere». Durante la permanenza dorica la famiglia mangia alla Caritas e alla mensa di Padre Guido. «Vorrei potermi fare la barba – dice Albanese – ma dove? Siamo invisibili». La loro presenza è stata segnalata alle forze dell’ordine che in diverse occasioni sono andate a controllare le loro generalità. I documenti sono regolari, l’assicurazione del veicolo anche. «Ci controllano – aggiunge Albanese – ma poi nessuno ci aiuta. Ora siamo in contatto con i servizi sociali. Hanno detto che si faranno vivi con noi, aspettiamo». Questa mattina anche i vigili urbani sono andati al Pincio, vicino alla pista di pattinaggio. E’ lì che la famiglia continua a vivere, in auto. I residenti del quartiere ormai conoscono la loro auto, riparata dall’ombra dei tigli. «Noi vorremmo solo poter proseguire il nostro viaggio – conclude Albanese – per Francoforte dove è sicuro che ci rifaremo una vita. Non vogliamo pesare su questa città. Abbiamo la nostra dignità ma abbiamo bisogno di aiuto».

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