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Pioggia di aiuti
per la famiglia che dorme al Pincio
“Grazie, ad Ancona c’è gente di cuore”

INVISIBILI - Dopo la notizia pubblicata da Cronache Ancona, a Borgo Rodi e in città diversi cittadini si sono fatti avanti per dare una mano a Giuseppe Albanese, sua moglie Anna e i figli Ivan e Laura. Da un mese l'auto è la loro casa
venerdì 12 Maggio 2017 - Ore 21:26
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Giuseppe Albanese con la moglie Anna Greco a pranzo al ristorante Il Pincio

 

Giuseppe Albanese con la sua famiglia

 

di Marina Verdenelli

Possono mangiare al ristorante, lavarsi nel bagno di una casa vera, lavare la propria biancheria e iniziare a preparare la partenza per la Germania. Ancona non lascia sola la famiglia che da un mese dorme in auto, al Pincio (leggi l’articolo). Dopo la notizia pubblicata da Cronache Ancona, a Borgo Rodi e in città diversi cittadini si sono fatti avanti per dare una mano a Giuseppe Albanese, sua moglie Anna e i figli Ivan e Laura. «Grazie, grazie a tutti – dice Anna Greco – qui c’è gente di cuore. Sono venuti chi a darci dei soldi, chi a farci lavare e chi ad offrirci da mangiare. Una donna che si chiama Laura è stata anche disposta a farci sistemare l’auto, che ha un problema alla marmitta, prima di ripartire per il nostro viaggio. Ci pagherà il meccanico». Il nucleo familiari, arrivato in città prima di Pasqua e partito da Palermo nel tentativo di arrivare a Francoforte per rifarsi una vita (in Italia ad Albanese hanno tolto la pensione d’invalidità dopo setti anni), non sa ancora quando ripartirà per raggiungere la Germania. Lì, tutti e quattro più il loro cane, contano di stabilirsi per rifarsi una vita (il capofamiglia ha già lavorato a Francoforte come parrucchiere, in passato). «Appena avremo una autonomia economica – dice Greco – partiamo. Qui ci stanno aiutando in molti e ora siamo più sollevati. Del Comune non abbiamo visto nessuno». In mattinata la proprietaria del ristorante Pincio li è passati a trovare e ha fatto usare loro il bagno di casa. Poi li ha invitato per i pasti. Altre persone si sono offerte di fare una colletta da versare in una postepay ad utilizzo della famiglia. Anche su Facebook è partita una gara di solidarietà.

Il parco dove la famiglia ha trovato riparo

 

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