facebook rss

Sciopero degli addetti alle pulizie
Bacci: “E’ il primo in 5 anni”
Pirani (Pd): “Fanno valere i diritti”

JESI – Primo giorno di sit-in dei lavoratori, la protesta diventa un caso politico, botta e risposta tra i candidati sindaco. Il sindaco si dice "perplesso per le tempistiche", lo sfidante democrat accusa: "Vivi in campagna elettorale"
martedì 16 Maggio 2017 - Ore 20:52
Print Friendly, PDF & Email

La manifestazione di stamattina a Jesi

Sciopero e sit-in davanti al palazzo del Comune di Jesi dei lavoratori degli appalti delle pulizie degli uffici comunali. Lo sciopero della Cm Service, proclamato dalla Filcams Cgil di Ancona, è legato al cambio di appalto cui ha fatto seguito un taglio delle ore lavorative mentre le metrature dei locali da pulire sono aumentate. “Se il sindaco ci convocherà tra oggi e domani, sospenderemo lo sciopero e i lavoratori torneranno al lavoro. In caso contrario, la nostra mobilitazione continuerà con ulteriori iniziative di lotta” dice Rita Giacconi, segretaria provinciale Filcams Cgil. Ma ad accendere il dibattito sono state le parole del sindaco Massimo Bacci, che si è detto “un pochino perplesso per le tempistiche di questo sciopero”. Giacconi replica: “Siamo dispiaciuti che il sindaco pensi questo, piuttosto chiediamo a lui di non strumentalizzare la nostra vertenza: in ballo, infatti, è la sorte di tante famiglie alle prese con una situazione di lavoro molto precaria”.Il candidato Pd Osvaldo Pirani rincara la dose contro Bacci. “Non stupisce: Bacci vive in perenne campagna elettorale, in questi giorni sta asfaltando qualunque cosa e non sopporta l’idea di finire sui giornali per colpa di un gruppetto di lavoratori che provano a far valere i propri diritti – scrive Pirani -. Ciò che lascia perplesso me, invece, è ancora una volta il modo in cui questa amministrazione gestisce le cose. L’azienda che ha vinto l’appalto ha ridotto del 30% le ore di lavoro, ma i locali da pulire sono sempre gli stessi. Risultato: meno soldi per i lavoratori e nessun risparmio per il comune, visto che le ore sottratte finiscono nelle tasche dell’impresa. La stessa cosa era già accaduta in passato, tanto che il Comune aveva dovuto sopperire di tasca propria alle ore di lavoro sottratte dall’azienda. Ora la storia si ripete, per il solito vizio di costruire capitolati di appalto senza regole chiare e senza vincoli precisi per le ditte. Siamo alle solite, insomma: manca l’ascolto, manca il confronto e quando emerge il problema manca anche il coraggio di assumersi la responsabilità”. Il sindaco Massimo Bacci non ci sta e ribatte. “In questi cinque anni abbiamo assistito solo a uno sciopero in Comune, quello di oggi. Ricordiamo bene invece cosa accadeva prima, quando al governo della città c’erano i partiti dei candidati sindaco che hanno detto la loro sulla vicenda. È proprio vero che la gente dà buoni consigli quando non può più dare il cattivo esempio” conclude il sindaco uscente, ricordando di aver “predisposto il nuovo contratto d’appalto aumentando sia il corrispettivo che le ore di lavoro, proprio recependo i suggerimenti della Camera del Lavoro rispetto al vecchio contratto. Fra l’altro, avevamo già incrementato le ore dell’appalto precedente e addirittura, per un periodo, ci eravamo fatti carico delle retribuzioni delle lavoratrici, avvalendoci di una norma di legge, nel momento in cui la precedente ditta era venuta meno. Relativamente alla situazione attuale, la ditta appaltatrice sta applicando il contratto con una sua interpretazione, rispettandone tuttavia – a quanto mi dicono i tecnici – i requisiti previsti dalla normativa, e il Comune può fare ben poco”.

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X