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Blue Whale e sexting, giovani presi in rete
Grucci: “Cyberbullismo anche
su bambini di 9 anni”

ANCONA - All'incontro sulla nuova legge contro il bullismo via internet si è discusso dei pericoli per i giovanissimi e dei suggerimenti per evitarli con la dirigente della polizia postale delle Marche. Il garante per l'Infanzia Andrea Nobili avverte: "Il disagio sociale dei ragazzi è reale, non è generato dal web". Potranno essere gli stessi minori a sporgere denuncia
sabato 20 Maggio 2017 - Ore 17:10
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Il tavolo dei relatori all’incontro sulla nuova legge sul cyberbullismo, da sinistra, il consigliere regionale Enzo Giancarli, il primo dirigente della postale, Grucci, la parlamentare Iori, il deputato Lodolini, il garante per l’Infanzia Nobili

 

Cinzia Grucci

di Agnese Carnevali

Non solo Blue Whale. Per il fenomeno in arrivo dalla Russia, non si può parlare di emergenza per quanto riguarda Ancona e le Marche dove si registra finora una sola segnalazione, quella della 13enne abruzzese ricoverata al Salesi (leggi l’articolo). Ma occorre tenere la guardia alta. Siti che inneggiano all’anoressia, all’odio, gruppi emo, il fenomeno del sexting o dell’esclusione da gruppi o giochi di ruolo. Molteplici e sfaccettate sono le insidie che si nascondono nella Rete per i più giovani, comprese in buona parte sotto l’etichetta di cyberbullismo. A dirlo e a fare un quadro della situazione Cinzia Grucci, primo dirigente del compartimento delle Marche della polizia postale e delle telecomunicazioni. L’occasione, l’incontro pubblico organizzato dal deputato anconetano Emanuele Lodolini, a seguito dell’approvazione della nuova legge sul cyberbullismo, e che ha visto la partecipazione anche di Vanna Iori, membro della commissione bicamerale Infanzia ed Adolescenza, del garante dei diritti dell’Infanzia, Andrea Nobili, del consigliere regionale del Pd, Enzo Giancarli, di Maria Antonietta Vacirca, dirigente scolastico dell’Istituto Vanvitelli-Stracca-Angelini, e di Federica Guercio dell’Ordine degli Psicologi Marche.

«Proprio ieri (19 maggio) abbiamo avuto una video conferenza operativa con il ministero per quanto riguarda il Blue Whale – riprende Grucci -. In Italia non abbiamo molte segnalazioni ed abbiamo solo un caso segnalato per le Marche per il quale le indagini sono in corso. La paura più grande è che il caso si trasformi in una moda. Al di là dei nomi nuovi attribuiti la realtà è che in Rete esistono purtroppo vari gruppi che spingono i ragazzi a prove di coraggio più o meno estreme e lecite. Gruppi emo, gruppi che inneggiano alla bulimia e anoressia, all’odio». Un universo in continua trasformazione, al quale si aggiungono altre forme di minacce, prevaricazioni e violenze Universoperpetrate tramite il web ed i social media. Tutto questo, però, sottolinea il primo dirigente della postale «non porta all’aumento di denunce. Forse assistiamo solo a qualche segnalazione in più».

La dirigente Cinzia Grucci illustra i fenomeni del cyberbullismo all’incontro sulla nuova legge 107

Le cose potrebbero forse cambiare ora con l’entrata in vigore della nuova legge sul cyberbullismo. Una legge a misura di ragazzo – potranno essere gli stessi minori (dal 14esimo anno di età) a richiedere la rimozione di video o filmati che arrecano loro un danno emotivo – e che punta più a formare ed educare che a reprimere. «L’educazione è il perno delle legge che vuole avere fini preventivi – spiega la parlamentare e docente universitaria Iori -. Educazione all’uso consapevole di Internet e dei nuovi mezzi di comunicazione e rieducazione dei bulli, perché non continuino a commettere questi atti di violenza». Tra le disposizioni contenute nel testo anche l’introduzione in ogni scuola di un referente per il cyberbullismo, adeguatamente formato. Strumenti importanti per tentare di arginare un fenomeno sempre più preoccupante. Non solo l’emergente Blue Whale, la cronaca ricorda i tragici avvenimenti di Carolina Picchio che si tolse la vita a 14 perché vittima di bullismo online o di Andrea Spezzacatena che non resse alle offese del web causate da un suo paio di pantaloni rosa. Tra le varie forme di devianza online, ad aumentare nelle Marche sono soprattutto i casi di sexting. «L’ultima segnalazione – spiega Grucci – è stata da parte della famiglia di una ragazzina di 9 anni minacciata di essere esclusa da un gioco di ruolo molto in voga tra i pre adolescenti Clash Royale se non avesse mandato una sua foto nuda. A noi può sembrare una sciocchezza, ma essere emarginati da un gruppo online può essere una cosa molto difficile da superare per un ragazzino, tanto che questa bambina era pronta a mandare questa foto. Il moderatore del gruppo aveva 13 anni». Età che sfuggirebbero anche alle possibilità della nuova legge (rivolta ai ragazzi dai 14 anni in su) seppure resta l’intervento della scuola e delle famiglie.

Oltre al sexting, tra le altre forme di cyberbullismo, la violazione di profili, la divulgazione tramite la rete di scene di bullismo tradizionale, o di cose “buffe”, ad esempio una banale caduta, pubblicata poi online diventa oggetto di scherno pesante. Insomma, una vera giungla densa di pericoli nella quale è difficile difendersi e districarsi per i giovani e le loro famiglie. Ma il garante per i diritti dell’Infanzia, Andrea Nobili invita a non fare della Rete l’origine di tutti i mali. «Il disagio di giovani e giovanissimi è reale – afferma – non è generato dalla Rete, ma è presente nella nostra società attuale, che manifesta una povertà educativa dovuta in parte anche al tema delle diseguaglianze sociali. Un disagio che si esprime poi sul web dove il ragazzo lancia il suo grido di aiuto. È questo disagio sociale unito alla tecno dipendenza che sfocia in queste vicende di cui stiamo parlando».

«A pochi giorni dall’approvazione della legge – ha spiegato il deputato Emanuele Lodolini – abbiamo proposto un momento di confronto convinti che, per difendersi da un pericolo, occorra per prima cosa conoscerlo e capire come affrontarlo e gli strumenti che la legge offre per tutelarsi»

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