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Non versa tutto il contributo volontario,
la scuola gli nega
lo stage estivo e gratuito al ristorante

OSIMO - La famiglia del 16enne osimano, che frequenta l'Alberghiero di Loreto, ha pagato solo la quota di 20 euro (polizza assicurativa) invece che quella completa dei 150 euro. Il preside propone in via transattiva il pagamento di 50 euro per coprire le spese extra per la scuola, i genitori del ragazzo si appellano alla legge che vieta di pretendere il pagamento di contributi per accedere alla formazione scolastica
domenica 11 giugno 2017 - Ore 19:09
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L’istituto Einstein Nebbia di Loreto

Non ha versato per intero la quota del contributo volontario e la scuola gli ha negato l’autorizzazione a svolgere lo stage estivo facoltativo, in un ristorante della Riviera, a titolo di studio quindi gratuito. Protagonista della vicenda, uno studente 16enne di Osimo che frequenta l’Alberghiero di Loreto. All’inizio dell’anno scolastico, appena concluso, la famiglia del ragazzo aveva pagato 20 euro dei 150 complessivi di contributo volontario previsti dall’Einstein Nebbia. In pratica la quota necessaria a coprire le spese pro parte della polizza assicurativa per gli alunni. Il ragazzo è intelligente e volenteroso e anche se frequenta ancora il secondo anno del corso di studi, il prossimo mese di luglio vorrebbe frequentare lo stage ‘a richiesta’ previsto nell’offerta formativa dell’Alberghiero (quello obbligatorio è inserito solo negli anni successivi) per fare un po’ di pratica. Dopo aver presentato la domanda, i genitori del ragazzo hanno però scoperto che l’istituto lauretano offre questa opzione solo a chi è in regola con il contributo scolastico, perché chi è abilitato allo stage deve essere seguito da un professore-tutor che potrebbe essere chiamato a intervenire in qualsiasi momento. E d’estate questo comporta costi aggiuntivi per l’istituto scolastico. In un carteggio di mail tra la famiglia e la scuola, la madre del 16enne ha obiettato che il tutor è comunque pagato dal Ministero al di là delle somme versate dalle singole famiglie con il contributo volontario.

Gabriele Torquati, il dirigente scolastico dell’Einstein Nebbia

“Mi è stato risposto che la scuola, come tutte le altre, versa in difficoltà economiche e che anche il cibo preparato e mangiato da mio figlio durante le ore della formazione obbligatoria era stato pagato con il contributo volontario di altre famiglie. Insomma è come se la mia famiglia fosse stata fatta passare come opportunista e parassita mentre noi paghiamo, come tutti, le tasse per questo servizio pubblico – racconta C.F., la madre dell’alunno osimano– Ho chiesto allora di poter leggere la delibera del consiglio d’istituto che stabilisce l’obbligatorietà del pagamento del contributo volontario per poter effettuare lo stage facoltativo, atto che non esiste. La legge italiana vieta alle scuole di pretendere il pagamento di alcun contributo per accedere alla formazione scolastica – aggiunge il genitore- Io comprendo che i fondi sono insufficienti e che la scuola è costretta ad andare avanti grazie a contributi privati ma il rimedio facile che tutti i presidi trovano è solo quello di chiedere soldi alle famiglie, che già pagano libri, materiale scolastico, trasporti e tasse. Sarebbe invece più opportuno invitare i genitori ad unirsi ai docenti per portare avanti una protesta e per far ottenere all’istituto fondi sufficienti in bilancio. La cosa che mi ha amareggiato di più però è arrivata alla fine. Dopo tutto questo scambio di chiarimenti, la scuola ha proposto di autorizzare lo stage per mio figlio se avessimo pagato un contributo volontario (con lo sconto) di soli 50 euro, considerato che sono terminate le lezioni scolastiche”.

Il dirigente scolastico dell’Alberghiero, Gabriele Torquati, ribadisce che non c’era alcuna volontà di offendere nessuno. “Mi dispiace se la signora si è arrabbiata ma la situazione è questa: ogni servizio aggiuntivo ed extracurricolare, come lo stage facoltativo estivo per il secondo anno, comporta spese ulteriori per i nostri bilanci. – puntualizza il preside dell’Alberghiero- Faccio un esempio pratico. Al personale amministrativo della segreteria del nostro istituto scade il contratto il prossimo 30 giugno. Se autorizziamo lo stage comunque dovremmo impegnare addetti a seguire la pratica ed è vero che il professore-tutor viene stipendiato dal Ministero ma non per i servizi estivi, su richiesta e considerati in più in quanto non obbligatori. Comprendo tutto ma non possiamo farne solo una questione di principio. Se chiediamo alle famiglie, non a quelle indigenti, il contributo volontario, un motivo ci sarà. Per tutte le ragioni che ho spiegato non credo che venga negato allo studente alcun diritto ne’ deve sentirsi offesa la sua famiglia se si chiede di versare 50 euro per autorizzare uno stage gratuito ma, ripeto, non obbligatorio, per il ragazzo, un servizio che nei mesi estivi alla scuola impone comunque un impegno oneroso”.

(m.p.c.)

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