facebook rss

In cammino ‘a sei zampe’
verso Santiago: la storia
di Paolo Canu e del suo cocker Charlie

LORETO - Il 37enne lauretano è partito per il Portogallo a piedi dopo aver perso il lavoro. "Non sono stato spinto dalla fede nè da problemi esistenziali. Amo il trekking e volevo vivere quest'avventura" racconta. Sabato scorso è tornato nella città mariana e gli amici lo hanno festeggiato al ‘Reasonanz'
lunedì 12 Giugno 2017 - Ore 19:53
Print Friendly, PDF & Email

Paolo Canu, il 37enne di Loreto a Santiago de Compotela con il suo cane Charlie

La tappa di Finistere

Paolo Canu ha le idee chiare. “Non sono andato a Santiago de Compostela per motivi religiosi e nemmeno esistenziali. – racconta- Ho percorso 2300 chilometri a piedi con il mio cane Charlie partendo da Loreto lo scorso 27 marzo e tornando sabato scorso perché aveva voglia di vivere questa avventura. Con rischi minimi e solo eventuali, che nella peggiore delle ipotesi possono tradursi nel saltare una cena o nel non trovare un posto dove dormire. Mi piace fare trekking, escursioni di più giorni sui Sibillini. Non c’era bisogno di una preparazione tecnica specifica e senza pensarci troppo sono partito dopo aver perso il lavoro. Da qualche settimana sono disoccupato”.

Con i suoi 37 anni, ha buttato il cuore oltre l’ostacolo, insomma, ed ha raggiunto la Spagna con il suo cocker per attraversare in due mesi e mezzo la Grand Route francese, approdare in Portogallo e rimettersi in viaggio sulla Via Francigena, imboccando al ritorno anche il percorso della Via lauretana. Ha compiuto l’impresa per gli amici di Loreto che, sabato hanno organizzato una festa a sorpresa al ‘Reasonanz’, il circolo culturale di via Leonessa, aspettando il suo rientro con lo zaino in spalla. Con loro ha ripercorso le tappe della sua esperienza senza avvolgerla però di clamore, spiegando che “in cammino, che racchiude sicuramente momenti intimistici, ho potuto conoscere persone senza maschere ed ho preso consapevolezza che la maggioranza dell’umanità è composta da brave persone, solo che non sempre emergono come le meno buone, su cui la nostra attenzione si sofferma maggiormente”.

Paolo e Charlie in un momento di relax durante il viaggio a piedi di 2300 km

Il senso di libertà è stato, alla fine, l’aspetto più gradevole di questo viaggio in solitaria, a contato con la natura e quell’umanità incontrata di passaggio. “Non ho avuto problemi fisici – ricorda il 37enne – e con me avevo portato anche una mini-tenda da campeggio, ma al 60% ho dormito in strutture ricettive e solo per un 40% ho fatto free camping. Anche Charlie, che è un cane da caccia come tutti i cocker, è stato felice di poter correre senza guinzaglio per i boschi che abbiamo attraversato. Per il resto sono ancora quello che ero quando sono partito. Sabato quando sono ritornato a Loreto ho avvertito una sensazione strana: se ripenso a 2 mesi fa, quando ho deciso di partire, mi sembra già passato. Domani invece sarà un altro giorno e mi rimetterò subito alla ricerca di un nuovo lavoro”.

(m.p.c.)

Il rientro a Loreto, sabato 10 giugno, fotografato dagli amici al circolo culturale Reasonanz, stanco ma felice

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X