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Omicidio di Sant’Omero,
l’oncologa aveva lavorato
all’ospedale Santa Casa

LORETO - La dottoressa assassinata ieri pomeriggio nel parcheggio della presidio ospedaliero della città del Teramano, aveva prestato servizio molti anni fa nel reparto di prima emergenza di Loreto come dirigente medico di primo livello con contratto a tempo determinato. Lo stalker si è suicidato
giovedì 22 Giugno 2017 - Ore 09:46
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L’ospedale di Loreto

Ester Pasqualoni

Aveva lavorato anche al pronto soccorso del Santa Casa di Loreto l’oncologa del presidio ospedaliero di Sant’Omero accoltellata e uccisa ieri pomeriggio nel parcheggio della struttura sanitaria. Ester Pasqualoni, 53 anni, era la responsabile del day hospital oncologico dell’ospedale della città in provincia di Teramo, aveva finito il turno di lavoro e stava andando a prendere la macchina nel parcheggio. Nel reparto di prima emergenza del presidio lauretano la dottoressa aveva lavorato molti anni fa, all’inizio della sua carriera, con un contratto a tempo determinato come dirigente medico di primo livello. Al tempo l’ospedale della città mariana ricadeva ancora sotto la giurisdizione dell’Asl-Zona territoriale 7. La donna lascia due figli e aveva presentato due denunce contro il suo stalker, ma erano state entrambe archiviate. Ieri sera nella puntata di ‘Chi la Visto’, la conduttrice Federica Sciarelli ha intervistato il dottor Piergiorgio Casaccia, il collega che ha soccorso il medico agonizzante e l’ha vista morire tra le sue braccia. “Io in ospedale mi occupo del codice rosa – ha detto – e la cosa triste è che deve scapparci il morto per muovere qualcosa. Dovrebbero essersi norme più dure per aiutare chi vene perseguitato”

Il provvedimento di non avvicinamento era stato emesso dal Questore di Teramo ma sarebbe decaduto dopo l’archiviazione delle denunce per stalking presentate dalla vittima alla Procura di Atri . Lo ha spiegato, ieri sera nella trasmissione di Rai Tre l’avvocato Caterina Longo, una cara amica del medico assassinato. “Ester aveva tenuta nascosta questa vicenda per non allarmare nessuno. – ha ricordato il legale – Non voleva preoccupare gli altri. Aveva denunciato i fatti in Questura mostrando i vari sms, elencando tutte le volte che lo incrociava, ma l’atto era stato archiviato per difetto di querela perché, secondo il giudice, non era stata espressa in maniera esplicita la volontà di denunciare quella persona. Tra l’altro erano state fatte delle perquisizioni a casa di quella persona senza però che fossero stati rinvenuti fotogrammi specifici sulla dottoressa. Pertanto il Pm aveva chiesto l’archiviazione ed era automaticamente decaduto il provvedimento cautelare. Ho provato a farle fare una nuova querela ma lei era molto delusa e pensava che quell’uomo si sarebbe stancato anche perché non aveva mai condiviso nulla con questa persona. Lui era anche stato trovato con la telecamera attiva dentro la sua macchina davanti alla scuola dei figli di Ester. Lei diceva che aveva tante videocassette nascoste in casa, glielo aveva scritto in alcuni messaggi. Ma non sono state trovate”.

Secondo le ultime notizie lo stalker, che il medico aveva denunciato, è stato trovato morto suicida in un appartamento di Martinsicuro, dove ieri era stata ritrovata una Peugeot bianca in un parcheggio condominiale, davanti alla casa dove il 62enne, un ex investigatore privato, ritenuto dagli investigatori l’assassino dell’oncologa, si è tolto la vita. Sono in corso verifiche da parte degli investigatori sulle tracce di sangue trovate all’interno dell’auto. Polizia e carabinieri si erano subito messi sulle tracce dell’uomo, figlio di un paziente della dottoressa, perseguitata ormai da 5 anni e uccisa in modo violento con quattro colpi di roncola alla gola e alla nuca.

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