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False attestazioni per ottenere
i permessi di soggiorno: tre nei guai

JESI - L'indagine iniziata dopo la richiesta in Commissariato di un pakistano di rinnovare l'autorizzazione alla permanenza in Italia. Ma quando i poliziotti gli hanno chiesto di mostrare loro l'abitazione dove risiedeva, disorientato ha confessato di aver dichiarato il falso. L'uomo è stato denunciato insieme a un altro connazionale e a un cittadino del Bangladesh che abita davvero in città e che ha favorito l'immigrazione clandestina
sabato 8 Luglio 2017 - Ore 13:43
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Denunciati a Jesi tre extracomunitari per falsità ideologica e favoreggiamento all’immigrazione clandestina. I controlli svolti dagli agenti del Commissariato di Jesi hanno portato alla denuncia in stato di libertà dei tre dopo che H.I. un pakistano aveva presentato agli sportelli del Commissariato una domanda di rinnovo del permesso di soggiorno allegando una dichiarazione (necessaria per ottenere il titolo autorizzatorio) di essere ospitato presso un cittadino del Bangladesh residente a Jesi.

I poliziotti, diretti dal vice questore Michele Morra, hanno effettuato dei riscontri attraversi i quali hanno accertato che il bengalese S.C. aveva fornito ospitalità negli ultimi periodi a diversi cittadini stranieri. H.I si presentava nei giorni successivi in Commissariato per ritirare il proprio permesso di soggiorno ma gli agenti lo hanno messo alla prova e gli hanno chiesto di mostrare loro il luogo esatto in cui abitava. L’uomo è stato accompagnato appositamente in più posti di Jesi che non riconosceva in quanto non aveva mai vissuto in questa città.

Incalzato dagli investigatori, alla fine H.I è crollato ammettendo che la sua dichiarazione era falsa e che lui effettivamente abitava a Chieti. Si era avvalso di questo canale suggerito da alcuni conoscenti per aggirare la normativa sul rilascio del permesso di soggiorno. All’indirizzo indicato nel Comune di Jesi è stato rintracciato anche un terzo cittadino straniero di nazionalità pakistana che si era avvalso, naturalmente dietro il versamento di un compenso in denaro di quella falsa attestazione. Nei confronti di tutti e tre i soggetti, oltre alla denuncia, sono stati vagliati attentamente i requisiti per poter continuare a permanere sul territorio Italiano. Sono in corso accertamenti volti a verificare tutte le dichiarazioni presentate dal cittadino del Bangladesh nonché le eventuali violazioni fiscali

 

 

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