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Unità multidisciplinare
senza assistente sociale:
si valuta l’esposto

JESI - Il Gruppo Solidarietà e l’associazione Il Mosaico tornano a denunciare l’insostenibile situazione dei servizi deputati alla valutazione e presa in carico delle 450 persone adulte con disabilità che vivono nel Distretto di Jesi. "Chiederemo alla Procura di verificare l’esistenza di responsabilità per il danno arrecato" annunciano
giovedì 5 Ottobre 2017 - Ore 18:28
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Foto d’archivio

Il Gruppo Solidarietà e l’associazione Il Mosaico tornano a denunciare l’insostenibile situazione dei servizi deputati alla valutazione e presa in carico delle persone con disabilità nel Distretto di Jesi. “Non solo, ad oggi, nessun cambiamento è avvenuto, ma se possibile la situazione è addirittura peggiorata. – scrivono in una nota – L’Unità multidisciplinare (Un) per l’età adulta è ora sprovvista anche dell’unica assistente sociale presente. Una situazione di una gravità abnorme. Nel territorio dell’Ambito sociale 9 sono circa 450 le persone con disabilità che fruiscono di servizi (assistenza scolastica, educativa, domiciliare, inserimenti lavorativi, centri diurni, residenzialità) per le quali la funzione delle Unità multidisciplinari è obbligatoria. A queste si aggiungono, a prescindere dalla fruizione di servizi, altre persone con disabilità che si rivolgono alle Um per le funzioni ad esse assegnate (informazione, prevenzione, valutazione, etc.). In questi giorni, ad esempio, si stanno definendo i progetti personalizzati riguardanti la legge per il “Dopo di noi”. Come avviene e chi realizza, l’obbligatoria valutazione multidimensionale? In cosa consiste la multidisciplinarietà dell’équipe?”

Le due associazioni che si occupano dei problemi della disabilità invitano, pertanto, l’Asur e la Regione ha trovare il coraggio “di fare nella forma quello che stanno facendo, subdolamente da tempo, nella sostanza. Chiudere formalmente questi servizi. Perché sono servizi che non esistono più. Esistono singole figure professionali che fanno, nella condizioni in cui si trovano, quello che possono. – evidenzia il comunicato stampa- Come abbiamo avuto modo di scrivere tale situazione produce rilevanti danni alle persone che si trovano a non poter fruire di interventi essenziali cui hanno diritto. Le responsabilità sono dell’Azienda sanitaria unica regionale e della regione Marche. Per i motivi sopra esposti nei prossimi giorni chiederemo alla Procura delle Repubblica di verificare l’esistenza di responsabilità per il danno arrecato alle persone che si vedono negati interventi di cui hanno diritto”.

 

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