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Osimo, bimbo annegato nella fontana
dei giardini: al via il processo d’appello

TRAGEDIA - Il piccolo Michele Prifti di 3 anni era scivolato nella fontana di Piazza Nuova l'8 marzo 2006. Lo scorso maggio il Tribunale civile di Ancona non ha accolto la richiesta dei suoi genitori di condannare il Comune di Osimo al pagamento di un risarcimento 932.360 euro. La famiglia ha impugnato la sentenza ed il prossimo 31 ottobre inizierà il giudizio di secondo grado
mercoledì 11 ottobre 2017 - Ore 11:00
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Osimo, marzo 2006, la fontana dei giardini di Piazza Nuova transennata subito dopo la tragedia

Hanno chiesto al Comune di Osimo un risarcimento di 932.360 euro, i genitori del piccolo Michele Prifti, annegato nella fontana di Piazza Nuova l’8 marzo 2006. Il bimbo albanese di appena 3 anni era scivolato nella vasca delle ninfee, dopo aver eluso la sorveglianza della madre che passeggiava con una zia e il suo fratellino tra i vialetti dei giardini storici di Osimo. A maggio 2017 il tribunale civile di Ancona ha rigettato le richieste risarcitorie della famiglia escludendo qualsiasi responsabilità in capo al Comune di Osimo, proprietario della fontana, e ad Astea servizi (al tempo Geos Maver), che gestiva la manutenzione dei giardini. I genitori del bimbo hanno però impugnato la sentenza in appello ed il processo di secondo grado si aprirà il prossimo 31 ottobre.

L’intervento delle forze dell’ordine nei giardini storici di Osimo il pomeriggio dell’8 marzo 2006 subito dopo la  morte del bimbo

La morte di quel bambino aveva segnato le coscienze. Forse attratto dai pesci rossi che guizzavano nella fontana o forse impegnato a rincorrere i cuginetti, intorno alle 17.45 di quel maledetto pomeriggio, il piccolo si era sporto troppo con le manine sul bordo della vasca, al tempo protetta nel perimetro da una bassa rete di protezione, e perdendo l’equilibrio era finito nell’acqua gelida. La vasca di Piazza Nuova avvalla il terreno con una profondità di 95 cm su un diametro di 4 metri. La tragedia era stata registrata in diretta dalle spycam comunali. La mamma con un neonato di 2 mesi in braccio e la zia di 35 anni cercavano Michele da 10 minuti quando fu ritrovato il corpicino. A conclusione delle indagini i carabinieri non avevano ravvisato responsabilità penali o possibili omissioni in materia di sicurezza pubblica per la fontana, in seguito protetta con griglia interna. I genitori del bambino hanno comunque deciso di avviare una causa civile per chiedere il risarcimento danni, chiamando in giudizio il Comune di Osimo che a sua volta ha coinvolto nel processo anche la Geos Maver in virtù del contratto di servizio per la responsabilità delle manutenzioni ordinarie del patrimonio comunale. L’ex Geos oggi è una società del gruppo Astea, al tempo invece era partecipata interamente dal Comune di Osimo e per contratto godeva anche dell’estensione assicurativa dell’ente. Dopo la tragedia, era stata già presentata la denuncia cautelativa all’assicurazione, il Comune però aveva citato anche Astea Servizi per chiedere la dichiarazione di manleva, per sollevarsi così dagli effetti negativi di una eventuale sentenza di condanna.

La rete di protezione sistemata sul fondo della fontana delle ninfee a Piazza Nuova dopo l’annegamento del piccolo

Il giudizio di primo grado è invece stato favorevole al Comune perché per il tribunale civile di Ancona il decesso del bambino è avvenuto per una tragica fatalità, collegata anche alla mancata vigilanza della mamma. Il giudice non ha infatti rilevato alcun nesso causale tra la fontana in custodia all’ente e la morte del piccolo di 3 anni, ed ha liberato Comune e Astea Servizi da responsabilità sulla scorta dei filmati delle telecamere di Piazza Nuova. Le immagini consegnate dall’ente pubblico  avevano certificato come la madre di Michele, con il braccio il figlio minore, per circa 20 minuti aveva omesso di controllare quello maggiore. Una ricostruzione alla quale si oppone la famiglia di Michele che ha deciso di andare avanti. Per affrontare l’imminente appello, il Comune di Osimo ha già incaricato il suo legale di fiducia che ha quantificato in 15.000 euro il preventivo della sua parcella.

(m.p.c.)

 

 

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