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Alluvione di Senigallia,
l’ex sindaco Angeloni: «PercorriMisa
opera di prevenzione del rischio»

SENIGALLIA - L’ex primo cittadino ha affrontato l’interrogatorio dei magistrati, chiesto dopo la chiusura delle indagini per cui la procura ipotizza, tra gli altri, i reati di concorso in omicidio colposo e disastro colposo. Domani mattina, verrà sentito il sindaco Maurizio Mangialardi
lunedì 16 Ottobre 2017 - Ore 15:40
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L’alluvione del 3 maggio 2014

 

Inchiesta alluvione di Senigallia, ascoltato in procura l’ex sindaco Luana Angeloni. E domani tocca a Maurizio Mangialardi. Si è tenuto questa mattina l’interrogatorio chiesto dall’ex primo cittadino, in carica dal 2000 al 2010, dopo la chiusura delle indagini decretate dalla magistratura a fine agosto. Con l’atto firmato dai pm, una buona parte degli 11 indagati ha scelto di farsi ascoltare e sperare, quindi, di evitare la richiesta di rinvio a giudizio. L’audizione della Angeloni, per cui i pm ipotizzano i reati di disastro colposo, omicidio colposo e morte o lesioni conseguenti ad altro delitto e il concorso in abuso d’ufficio, è durata poco più di un’ora. Nel corso dell’interrogatorio, è stata anche depositata una memoria difensiva lunga circa 15 pagine. Sotto la lente dei pm è finita soprattutto la richiesta avanzata dall’ex sindaco per ottenere i finanziamenti europei necessari a sostenere le spese del PercorriMisa, un progetto che – secondo la procura – avrebbe dovuto rafforzare gli argini e non portare solamente alla strutturazione di una pista ciclabile. «Tengo a precisare – ha detto la Angeloni – che, quale sindaco di Senigallia, nell’aprile 2009 ho fatto domanda per ottenere un finanziamento europeo destinato a realizzare un percorso lungo l’asse del fiume Misa allo scopo di agevolare l’attività di controllo e di guardia dello stato degli argini e sulle piene, assicurando anche un percorso che consentisse la fruizione dell’ambiente naturale. Si trattava di un progetto avviato sin dal 2004 da tutti i comuni della valle del Misa-Nevola insieme alla Provincia di Ancona per garantire entrambe le suddette finalità. La domanda era pienamente conforme al bando della Regione. Ho letto la consulenza tecnica disposta dalla procura e ritengo che sia stata pienamente riconosciuta la funzione di prevenzione del rischio idrogeologico del Percorrimisa. Dagli accertamenti, è stato chiarito che la sua realizzazione non ha avuto alcuna incidenza sulla rottura degli argini individuati come causa dell’inondazione». Domani verrà sentito Mangialardi, uno degli 11 indagati tra i più bersagliati dalla procura con l’attribuzione di 7 capi d’accusa, ovviamente ancora tutti da dimostrare, tra cui disastro colposo, omicidio colposo, inondazione, omissione in atti d’ufficio e abuso d’ufficio.

Alluvione di Senigallia, i pm: “Gravi carenze e ritardi”

 

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