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Omicidio via Crivelli, la
Corte d’Appello : «Nuova perizia
psichiatrica su Antonio Tagliata»

ANCONA – Si è aperto oggi il processo di secondo grado per il killer dei genitori della fidanzatina, uccisi a colpi di pistola il 7 novembre 2015. La Corte ha disposto l’accertamento in base alle richieste della difesa, dando vita a una nuova istruttoria
mercoledì 25 ottobre 2017 - Ore 15:53
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Antonio Tagliata in una foto d’archivio

 

di Federica Serfilippi

Delitto di via Crivelli, nuova perizia psichiatrica per Antonio Tagliata. A stabilirlo è stata poco fa la Corte d’Assise d’Appello nell’ambito del processo di secondo grado per il killer reo confesso dei coniugi Giacconi, genitori dell’ex fidanzatina. L’accertamento, chiesto in udienza dal difensore Manfredo Fiormonti, sarà eseguito dal dottor Giovanni Battista Camerini, esperto in psichiatrica e neuropsichiatria infantile. Dovrà stabilire se al momento la capacità di intendere e di volere di Tagliata al momento del fatto. L’incarico verrà conferito il 29 novembre. Disattese le richieste della parte civile, rappresentata dall’avvocato Marco Pacchiarotti per la famiglia dei Giacconi, e della procura generale. Entrambi avevano chiesto alla Corte di escludere dal giudizio le attenuanti generiche, appesantendo così la pena di 20 anni inflitta in primo grado lo scorso dicembre. In quell’occasione, il giudice aveva calcolato la condanna considerando un equilibrio tra  le generiche (giovane età dell’imputato, personalità borderline accertata da un primo perito e collaborazione con i carabinieri per il ritrovamento della pistola usata durante la sparatoria) e le aggravanti (premeditazione e legame di parentela con le vittime). Con una nuova perizia, dunque, l’istruttoria è stata riaperta. E non sono esclusi colpi di scena. Nel corso del processo di primo grado, il gup aveva preso in esame la relazione psichiatrica dal professor Vittorio Melega. L’esperto aveva ravvisato nel ragazzo, relegato nel carcere di Castrogno, un «disturbo generalizzato dello sviluppo che avrebbe compromesso e scemato grandemente la sua capacità di intendere e di volere». Le valutazioni della perizia e la seminfermità mentale  non erano però state riconosciute dal giudice. Aveva stabilito, nelle motivazioni della sentenza, come Tagliata non fosse l’autore di una strage d’impeto, ma un killer lucido e spietato, capace di preparare il delitto in ogni suo particolare, dall’acquisizione della pistola fino alla fuga tentata con la fidanzatina, all’ora 15enne.

Omicidio di via Crivelli: “Tagliata lucido e spietato”

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