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Un tavolo permanente
per la riforma dal basso
degli Istituti tecnici economici

LORETO - La proposta lanciata a conclusione del convegno promosso dall'Einstein-Nebbia "Verso il nuovo lavoro - Competenze e formazione". Gli esperti, ospiti della tavola rotonda, hanno tracciato le linee guida per la riorganizzazione dei programmi didattici, al passo con i tempi e con le esigenze del mondo del lavoro
martedì 7 novembre 2017 - Ore 14:43
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I relatori del convegno all’Istituto superiore Einstein-Nebbia di Loreto, da sx Borsini, Loccioni, Marchiani, Rossi, Torquati, Argalia, Pandroni, Di Iulio, Temperini

 

La platea del convegno all’Einstein-Nebbia

 

di Agnese Carnevali

Cosa cercano le imprese? Quali sono i settori economici che possono garantire lavoro? E quali sono le competenze che i giovani possono fornire per consentire lo sviluppo delle imprese del territorio? Questi gli interrogativi a cui ha cercato di dare risposta ieri (6 novembre) il convegno promosso dall’Istituto superiore “Einstein-Nebbia” di Loreto: “Verso il nuovo lavoro – Competenze e formazione”. Un’iniziativa voluta dal dirigente scolastico Gabriele Torquati per «aprire una via alla riforma del percorso di studi degli Istituti tecnici economici che da qualche anno soffrono un calo di iscrizioni perché i programmi non sono più adeguati a quello che richiedono le aziende ed a quella che è oggi l’economia. In alcuni casi − prosegue il preside − noi dell’Einstein-Nebbia siamo stati precursori inserendo materie come marketing prima della riforma Gelmini, ma non basta, occorre rivedere tutta l’organizzazione di questo indirizzo di scuole per essere al passo con i tempi». Per raggiungere l’obiettivo il dirigente lancia così dall’aula magna di via Abruzzo la proposta di un tavolo permanente multidisciplinare ed interistituzionale per definire le linee guida di una riforma dal basso dei programmi didattici.

GLI SPUNTI EMERSI DAL CONVEGNO

Chiari i punti cardinali per orientarsi nel futuro emersi dalle relazioni degli esperti invitati alla tavola rotonda, Francesca Spigarelli, docente dell’Università di Macerata e direttrice del China center dell’ateneo, Valerio Temperini, ricercatore dell’Università Politecnica delle Marche, Marina Argalia, referente per l’Educazione finanziaria di Ubi banca ed Andrea Pandroni, respondabile territoriale Ubi Banca, Roberto Di Iulio, presidente dell’ordine dei consulenti del lavoro della provincia di Ancona, Andrea Rossi, responsabile Orientamento scuola di Confasrtigianato Imprese Ancona-Pesaro Urbino, Rodolfo Borsini, consigliere Sparkasse Bank di Monaco di Baviera e Cristina Loccioni del Gruppo Loccioni. Conoscere più lingue straniere e le culture estere, per meglio accogliere gli stranieri, turisti e/o investitori in Italia ed intessere con essi relazioni commerciali, sviluppare il settore turistico, migliorare l’educazione finanziaria e rendere più efficace l’alternanza scuola-lavoro. Queste le linee guida sulle quali hanno invitato a riflettere gli esperti. Alcune proposte all’avanguardia l’Einstein-Nebbia le ha già rese operative, come il corso di marketing in inglese, finanziato dalla fondazione Carilo. «Crediamo che questo istituto sia chiamato ad affrontare sfide importanti che sono le reali necessità del mercato − afferma Fulvia Marchiani, presidente della fondazione Carilo −. Il pubblico non ha ancora dato risposte rispetto a questo, noi proviamo a fare la nostra parte». Il pubblico, intanto, investe sulle strutture. Il sindaco Paolo Niccoletti annuncia la chiusura, il prossimo 16 novembre, della gara da 1,3 milioni per l’ampliamento dell’edificio di via Abruzzo che tra alberghiero e istituto tecnico economico conta più di 1500 iscritti.

GLI INTERVENTI

Invita a guardare con attenzione alla Cina, la professoressa Spigarelli. «Inserite il cinese nei vostri curricula e cercate di capire la cultura cinese, partendo anche dalla conoscenza delle nostre radici, di padre Matteo Ricci, gesuita maceratese che ancora oggi è considerato in Cina tra le personalità che più hanno influenzato la storia del paese − esorta la docente −. Considerate che la Cina è la seconda potenza economica al mondo e che sono in crescita il numero di turisti cinesi per il mondo». Rimarca l’importanza dello sviluppo del settore turistico «puntando sul marketing territoriale e creando esperienze» il ricercatore della Politecnica Temperini di fronte alla crisi dei settori tradizionali per le Marche quali il calzaturiero e la meccanica. Fa appello ad una strategia nazionale e regionale per portare nelle scuole di ogni ordine e grado e di ogni indirizzo l’educazione finanziaria, la responsabile educazione di Ubi Banca Argalia. «Si tratta di acquisire linguaggi e competenze, anche di base, indispensabili per la formazione di cittadini consapevoli − sottolinea l’esperta −. Anche la scelta più privata in ambito finanziario ha effetti su una moltitudine di persone, a partire dai componenti della famiglia».

Suggerisce ai ragazzi a prendere seriamente le opportunità di alternanza scuola-lavoro, il presidente dei consulenti del lavoro Di Iulio. «Sempre più il mercato del lavoro chiede esperienza sul campo e non solo una preparazione scolastica. È fondamentale che si sfrutti ogni possibilità per arricchire il proprio curriculum». A patto che la scuola faccia passi in avanti nella preparazione dei propri studenti. «L’alternanza spesso non funziona − sostiene Borsini della Sparkasse Bank − perché i laboratori delle scuole sui quali i ragazzi fanno pratica sono rimasti quelli di trent’anni fa mentre nelle aziende si usano strumentazioni moderne e digitali. E poi serve conoscere la geografia socio-economica, le tecniche di vendita, la statistica e le variabili di finanza sin dalla scuola superiore».

E nella crisi occupazionale che tocca soprattutto i giovani c’è però spazio soprattutto per i diplomati in settori tecnici, come evidenzia Rossi di Confartigianato. «Le piccole e medie imprese del territorio hanno maggiori capacità di assorbire diplomati rispetto ai laureati e dall’ultima indagine Excelsior saranno proprio queste imprese ad assumere, seppure a tempo determinato, il prossimo anno».

E in un contesto dove manca il lavoro va in scena il paradosso: le aziende non riescono a reclutare il personale di cui hanno bisogno come afferma Cristina Loccioni. «Non riusciamo a selezionare informatici, per questo mio padre ha avviato un progetto per insegnare l’abc dell’informatica anche ai bambini attraverso dei giochi, che solo apparentemente non hanno nulla a che vedere con la materia e finanziamo la presenza di un docente che ciclicamente viene ad Angeli di Rosora ad insegnare l’informatica ai professori delle scuole locali. A voi ragazzi dico siate curiosi e fate quello che vi piace ed aspirate a fare cose complesse perché le cose semplici le sanno fare in molti».

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