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Ospedale Profili, iniziato il restyling
della sala operatoria ortopedica
Presto nuovi pensili e letti

FABRIANO - Una nuova sala operatoria di chirurgia ortopedica con flussi d'aria laminari che limitano le contaminazioni particellari, con il raggiungimento dello standard Iso 5, i più alti della normativa di settore. «Una giornata positiva che segna la rinascita», per la direttrice dell'ospedale Mancinelli e il primario di Ortopedia Salari
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La dottoressa Monteiro, dottoressa Mancinelli, il dottor Salari, gli addetti dell’ufficio tecnico, l’ingegner Claudio Tittarelli, Luca Baldini e Massimo Di Francesco Antonio

 

nuovo plafone per la sala operatoria di Ortopedia

 

di Sara Bonfili

Una sala operatoria di chirurgia ortopedica messa a nuovo, con un completo adeguamento impiantistico che rende i livelli igienico-sanitari adeguati agli standard più elevati della normativa di settore. E’ stata presentata oggi la nuova sala operatoria, in cui il nuovo plafone con flussi d’aria laminari praticamente azzera le contaminazioni durante l’operazione, portando la classe di contaminazione particellare al livello Iso 5. A spiegarne il funzionamento, la direttrice medica ospedaliera Stefania Mancinelli, la dottoressa Maria Soledad Ferreiro, il direttore di dipartimento delle specialità chirurgiche dell’Area vasta e di Ortopedia, dottor Leandro Salari, il responsabile dell’ufficio tecnico dell’Area Vasta 2 Claudio Tittarelli, con i suoi tecnici Luca Baldini e Massimo Di Francesco Antonio. «Sono orgogliosa di essere la responsabile di questo ospedale che, come già aveva anticipato in altri incontri l’ingegner Bevilacqua, dirigente dell’Area Vasta 2, oggi impegnato in una riunione in Regione, sta perseguendo da un anno l’obiettivo dell’efficienza». Questo accade dopo l’annus horribilis del terremoto che ha messo in forte difficoltà l’Ospedale Profili, che lavora per la ripresa a pieno regime. Spiega Mancinelli: «Il terremoto, oltre a non farci utilizzare 4 mila metri quadrati ci ha messo in difficoltà, ma tutti i professionisti dell’ospedale sono stati riallocati. In prossimità del sisma avevamo già inaugurato la centrale di sterilizzazione. Questo blocco operatorio rinnovato in Ortopedia, che sarà utilizzato soprattutto per la cosidetta chirurgia pulita (quella che riguarda solitamente le operazioni di protesizzazione e cardiologiche, ndr.) segna una grande giornata di rinascita. Gli impianti erano datati − spiega Mancinelli − ma comunque si raggiungeva l’Iso 6. Ora l’Iso 5 porta l’ospedale di Fabriano ad essere un’eccellenza per certi tipi di operazioni, ancora più importante per confermare che non si vuole valorizzarlo, e renderlo un polo attrattivo, pur essendo un presidio in una zona di confine».

«In questi ultimi mesi gli operatori e le equipe di supporto sono stati riallocati, ci stiamo riequipaggiando di materiali innovativi, abbiamo un blocco operatorio informatizzato e quasi tutte le posizioni apicali sono state coperte, con l’annuncio degli ultimi tre primari di qualche settimana fa» la spiegazione della direttrice. Sono stati banditi altri concorsi per il Profili, come segnalato nell’albo pretorio e nella Gazzetta Ufficiale, ad esempio per Medicina e accettazione e d’urgenza (Pronto Soccorso) e per il Primario di Medicina. «Ringrazio − ha detto ancora la dottoressa Mancinelli − i facenti funzione che ci hanno traghettato fino a qui e il prezioso apporto dell’ufficio tecnico che ci ha supportati per i lavori di ricostruzione e i nuovi interventi». Il dottor Salari è intervenuto puntando sulla competitività del servizio di chirurgia ortopedica: «Una giornata come questa fa respirare ottimismo dopo un periodo di grande incertezza, di ricambio generazionale, in cui molti medici storici ci hanno lasciato. Siamo arrivati a grandi numeri, ad esempio per la chirurgia protesica dell’anca e del ginocchio a circa 3 mila impianti; ci mancava un investimento importante che cambia notevolmente le condizioni operatorie e consente di far la differenza tra Iso 7 e Iso 5. Ciò ci rende competitivi con le cliniche private, dove certi interventi, come la chirurgia d’anca, sono costosissimi». «Inoltre  − ha ripreso Mancinelli − segnalano che si sta definendo una rete di ortopedia importante all’interno dell’area vasta, in cui si sta stabilendo chi fa cosa».

Un po’ di dati: dopo 6 mesi di iter burocratico il lavoro si è aperto il 16 agosto, con l’ok della ditta svizzera che ha costruito il plafone, e si è concluso in 3 mesi per un investimento di 300 mila euro. E’ inoltre partita la procedura per completare il blocco operatorio. A breve ci sarà l’aggiudicazione per la fornitura dei pensili fondamentali per la chirurgia e l’anestesia, e si sta definendo il capitolato per la fornitura di nuovi letti operatori.

La dottoressa Maria Soledad Monteiro, la dottoressa  Stefania Mancinelli, il dottor Leandro Salari, il responsabile dell’ufficio tecnico l’ingegner Claudio Tittarelli

il plafone della nuova sala operatoria di Ortopedia dell’ospedale E .Profili

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