facebook rss

La Curia destina un appartamento
all’accoglienza migranti,
il condominio non gradisce

OSIMO - Gli altri residenti di via Aldo Moro invitati a partecipare ad un incontro pubblico, sabato mattina, dai condomini del civico 38 dopo l'annuncio dell'arrivo di 12 migranti
lunedì 8 Gennaio 2018 - Ore 12:51
Print Friendly, PDF & Email

Osimo, il condominio ‘I gerani’ (di colore rosa) sulla sfondo di via Aldo Moro. Il complesso edilizio si trova vicino alle scuole primarie Marta Russo e ai licei Campana

Con una lettera hanno espresso il loro disappunto e disagio per l’arrivo, in un appartamento del loro palazzo di 12 richiedenti asilo collegati al progetto Spraar. I residenti della palazzina al civico 38 di via Aldo Moro, denominata ‘Condominio dei Gerani 2’, si sono dati appuntamento sabato prossimo, 13 gennaio, alle 10, nei locali garage del condominio. “Un incontro aperto a tutti coloro che hanno ricevuto la lettera, per discutere insieme della questione è per valutare eventuali iniziative idonee al coinvolgimento delle istituzioni competenti, allo scopo di ottenere, in primis, quella informazione che finora è mancata” hanno scritto in un lettera .

La curia arcivescovile di Ancona-Osimo è proprietaria di un appartamento nello stesso condominio ed ha concesso il medesimo in affitto ad una cooperativa che lo utilizza per dare alloggio ad un massimo di 12 uomini adulti richiedenti asilo. Nella lettera d’invito a tutti i residenti di via Aldo Moro, quelli del civico 38 ricordano che il loro condominio “per oltre 10 anni (precisamente dal 2004 al 2016), si è già fatto carico di ospitare una comunità che si occupava di minori in stato di allontanamento dalle proprie famiglie disposto dal Tribunale competente. Per il suddetto periodo di tempo, i condomini hanno dovuto subire una serie continua ed insopportabile di disagi causati da un’organizzazione dimostratasi, fin da subito, incompatibile con le regole scritte e non scritte di una civile e tranquilla convivenza, che ha avuto come effetto quello di logorare la tenuta fisica e psicologica dei condomini stessi. Ora, il medesimo condominio è chiamato a farsi carico di un’ulteriore incombenza”.

Sulla scorta della precedente esperienza c’è il timore che anche questa seconda iniziativa possa avere aspetti non del tutto positivi e, in più, secondo i condomini del civico 38 “la conseguenza negativa che accompagna questi nobili intenti è quella della svalutazione repentina degli immobili nei quali vengono ospitate queste strutture, svalutazione che potrebbe coinvolgere anche gli immobili limitrofi. Non si tratta di becero allarmismo, bensì di riscontri oggettivi rilevati dagli operatori su casi concreti di tentata vendita. È il lato materiale della questione che, volenti o nolenti, costringe i proprietari interessati a fare i conti con la pressoché certa impossibilità di vendere, in caso di necessità, le proprie abitazioni”.

Accoglienza richiedenti asilo: Osimo rinnova l’adesione ai progetti Sprar

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page


X