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Ricette false per ottenere
i rimborsi sulle medicine:
denunciati due farmacisti

INDAGINE - Entrambi avrebbero causato al Sistema Sanitario Nazionale una perdita di 92 mila euro, contraffacendo le prescrizioni nelle farmacia di Osimo che entrambi gestiscono. Tutti e due sono stati interdetti da qualsiasi attività legata al commercio di farmaci
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Foto d’archivio

 

Avrebbero ritoccato le ricette dei clienti per modificare la quantità dei farmaci e ottenere i rimborsi dal Servizio Sanitario Nazionale: denunciati due farmacisti. Per entrambi, al termine di un’operazione condotta dai carabinieri del Nas, è scattata anche l’interdizione dalla professione e da qualsiasi attività imprenditoriale nel campo dei farmaci. I due, entrambi sui 40 anni, gestiscono insieme una farmacia di Osimo. Uno è anche  attivo nella vendita all’ingrosso di medicinali. Per i farmacisti sono due le ipotesi accusatorie: truffa ai danni dello Stato e falso. Secondo il pm Ruggiero Dicuonzo, falsificando le ricette si sarebbero intascati illecitamente 92 mila euro. L’intera somma è stata recuperata attraverso il sequestro dei conti correnti dei due indagati disposto dal gip Antonella Marrone. L’operazione dei militari guidati dal maggiore Sandro Sborgia è partita nel 2016, a seguito di un’inchiesta di livello nazionale portata avanti per contrastare il fenomeno dell’indisponibilità di alcune medicine necessarie a curare particolari patologie e che, in Italia, non sono a carico del paziente. Il sospetto era che venissero svuotate le farmacie per portare tali farmaci all’estero, dove non è prevista alcuna esenzione. Durante i controlli operati nelle Marche, i Nas sono incappati nelle presunte anomalie della farmacia di Osimo, di tutt’altro genere rispetto all’indagine per cui erano scattati gli accertamenti. Secondo quanto rilevato, le ricette presentate dai clienti sarebbero stato ritoccate per modificare la quantità dei prodotti e ottenere poi un rimborso maggiore da parte del Sistema Sanitario Nazionale. In questo contesto, gli indagati avrebbe falsificato anche le firme dei medici curanti, necessarie quando c’è una modifica nella prescrizione. La farmacia passata sotto lente degli inquirenti può continuare a lavorare regolarmente, ma ogni attività legata al commercio dei farmaci non deve essere gestita dagli indagati a causa dell’interdizione stabilita dal tribunale. Uno dei due, residente nell’Ascolano, non può neanche coordinare il commercio all’ingrosso di farmaci e prodotti cosmetici nel magazzino da lui gestito nel sud delle Marche.

 

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