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Contributi tagliati sul fotovoltaico,
azienda vince ricorso

ANCONA – La questione tra la ditta e l’Agenzia delle entrate era finita al vaglio della Commissione tributaria provinciale
mercoledì 25 aprile 2018 - Ore 21:20
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Impianto fotovoltaico, foto d’archivio

Azienda di fotovoltaico vince il ricorso contro l’Agenzia delle entrate che aveva quasi dimezzato il contributo ottenuto con grazie all’agevolazione detta “Tremonti Ambiente”. A dare ragione all’azienda la Commissione tributaria provinciale di Ancona. La vicenda trae origine dall’utilizzo da parte di una Srl dell’agevolazione fiscale “Tremonti Ambiente” per un importo di 443mila euro. L’azienda, che ha poi fatto ricorso, nel 2011 ha investito una somma consistente per la realizzazione di un impianto fotovoltaico nell’Anconetano (per una potenza complessiva di 712 chilowatt) e un valore dell’investimento di 2 milioni 230mila euro. L’obiettivo della società era quello di produrre energia elettrica finalizzata alla vendita sul mercato tramite cessione in rete, mediante un sistema di generazione che minimizzasse l’impatto ambientale. L’Agenzia delle entrate però ha notificato un avviso di accertamento ravvisando un errore del modello di calcolo utilizzato dall’azienda “Modello della Regione Toscana delibera n. 372/2009 dell’11 maggio 2009” sul “costo agevolabile”. Così non più 443mila euro ma 266mila gli euro che spettavano.

Avvocato Marisa Abbatantuoni

La differenza era stata recuperata con la tassazione dei redditi della società. L’azienda ha deciso di fare ricorso, tramite l’avvocato tributarista Marisa Abbatantuoni e la Commissione tributaria le ha dato ragione. «Per entrare più nel dettaglio – dice l’avvocato Abbatantuoni –, occorre spiegare che la detassazione Ires a favore degli investimenti ambientali, “Tremonti ambiente”, si basa sul calcolo del costo agevolabile, con preciso riguardo alle modalità di determinazione del costo dell’investimento da detassare mediante una variazione diminutiva dell’imponibile Ires. In riferimento all’elaborazione del valore, il legislatore nazionale si limita a stabilire che “gli investimenti ambientali vanno calcolati con l’approccio incrementale” e nulla più. La genericità ed assoluta indeterminatezza del concetto di approccio incrementale, rappresenta il punto debole della normativa che quindi permette l’adozione da parte delle locali Agenzie delle entrate di un differente metodo di calcolo del reddito Ires oppure Irpef e quindi la conseguente ripresa a tassazione nei confronti del contribuente».

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