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Castelfidardo, il dipinto antico
ritrovato grazie a una ‘soffiata’
pervenuta ai carabinieri

LA TELA RITROVATA - La tela attribuita al pittore ascolano Luca Vitelli è stata riconsegnata alla famiglia Anastasi e potrà tornare nella chiesa di Monsampolo
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Il quadro di San Biagio recuperato

“Conosciamo i nostri polli” potrebbe essere il nome da dare all’operazione dei carabinieri della stazione di Monsampolo e del TPC (Tutela Patrimonio Culturale) che, ormai due mesi or sono, ha portato al rinvenimento e recupero del dipinto, olio su tela attribuito a Luca Vitelli e datato 1655, “San Biagio, Sant’Emidio, Gesù e la Sacra Famiglia”. I “polli” altri non sono che le persone che gravitano, frequentano o fanno parte del mondo dei restauratori, antiquari e commercianti di opere antiche. Infatti, dopo la denuncia del furto fatta dai proprietari della Chiesa San Biagio, la Famiglia Anastasi-Bruni originaria di Monsampolo e ora a San Benedetto, lo scorso 24 marzo quando un vicino telefonò loro che la porta della chiesa (che viene aperta al culto dei fedeli in occasione della festa di San Biagio, protettore della gole) era aperta, il quadro è stato rinvenuto dopo 5 giorni, il 29 marzo tra gli arbusti vicino alla cappella interna al Monumento Sacrario della battaglia, a Castelfidardo. La tela, alta più di due metri e larga quasi un metro e mezzo, era stata staccata dhttps://www.cronacheancona.it/2018/05/24/la-tela-del-seicento-ritrovata-a-castelfidardo-torna-nella-chiesa-di-san-biagio/104269/alla cornice, arrotolata e poi avvolta e ricoperta con una robusta pellicola di plastica.

Ad avvisare i carabinieri del TPC di Ancona la più classica delle telefonate anonime. Insomma, par di capire che a quel punto – con il maresciallo Antonio Iesce a indagare in zona e gli uomini del maggiore Carmelo Grasso a sollecitare e pressare chi poteva sapere qualche cosa – gli investigatori erano talmente vicini a ladri e ricettatori da consigliare loro una telefonata anonima che ha messo fine alla caccia al quadro. Detto che la Famiglia Anastasi ha ringraziato i carabinieri con “eccellente lavoro”, da dire che le “pecette” che si notano sul quadro recuperato sono solo frutto di accorgimenti per evitare che scaglie o frammenti di colore, dopo che il quadro era stato arrotolato come un tappeto, potessero staccarsi prima di un restauro che avverrà quanto prima.
Il tutto sperando che si faccia in tempo per la prossima Festa di San Biagio, il prossimo 3 febbraio.
(epi)

La tela del Seicento ritrovata a Castelfidardo torna nella chiesa di San Biagio

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