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L’asfalto del viale non passa
il collaudo: è da rifare
Tombolini: «Soldi buttati»

ANCONA – Il tappetino di usura, lo strato finale dell'asfaltatura, dovrà essere rifatto, a spese della ditta appaltatrice. Per l'asfalto delle strade bucate da Open Fiber bisogna attendere anche un anno. Il candidato sindaco presentò un esposto sui lavori del viale della Vittoria. “Un danno da oltre 250mila euro, ci sono gravi responsabilità in vigilando. Immagino cosa verrebbe fuori se qualcuno fosse chiamato a giudicare l'asfalto elettorale steso in fretta e furia e in qualsiasi condizione”
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Lavori al viale, foto d’archivio

 

L’asfalto del Viale della Vittoria non passa il collaudo, lo strato più superficiale della strada, il tappetino di usura, dovrà essere rifatto. Lo stabilisce il collaudo affidato all’ingegnere Univpm Maurizio Bocci, che ha riscontrato “carenze nella esecuzione del tappetino di finitura dovute ad una insufficiente compattazione mentre per le restanti lavorazioni e caratteristiche qualitative e quantitative dei materiali risulta tutto normale” come si legge in una nota del Comune. In particolare, il collaudatore ha prescritto alla ditta appaltatrice il completo rifacimento del tappetino “con la sola eccezione del tratto tra via Orsi a via Giannelli sulla carreggiata in direzione Piazza Cavour”. Il costo sarà a carico dei privati. Ma il fatto che dovranno essere i privati a risarcire il danno non stempera le polemiche. Polemiche anche per il piano di cablaggio con la fibra ottica della società Open Fiber, che da settimane sta provocando disagi per la viabilità e sulle strade. Le strade rattoppate con il misto cementato colorato saranno propriamente asfaltate solo dopo 12 mesi, o prima se il riempimento si è stabilizzato. Le strade saranno fresate per 3-4 centimetri di profondità, prima di essere asfaltate con un nuovo tappetino. In questi giorni si inizierà la sistemazione definitiva degli scavi in via Vallemiano via Paolucci, via Veneto, via Torresi, via Fano, via Gervasoni, via Gentiloni, via Angelini. In gran parte appaltate invece le asfaltature del piano delle manutenzioni 2017-2018: nei prossimi giorni dovranno partire i cantieri che in tutto prevedono il rifacimento di via Flaminia in zona stazione-bypass e Palombina, parte di via Maratta, via Palestro, via Marsala, via Leopardi, Brecce Bianche (zona università), via Bramante, via Grazie, via Novelli, via Nenni, via Trionfi, via Metauro, via Tenna, via Zuccari, via Palombare, via Bersaglieri D’Italia, via Monteferro, via della Ferrovia e via delle Grotte. Previsti interventi anche in via Mattei, via Filzi, via Antinori, Poggio, Gallignano, Paterno, Saline, via Santa Margherita. Dopo il rinnovo della rete idrica prevista a settembre 2018 con lavori di Multiservizi, si interverrà con l’asfaltatura anche in via Corridoni e via Toti. A queste strade si aggiunge l’ultimo lotto di asfaltature deciso dal Comune, che prevede lavori in via Alpi alta, via Lambro, via Cervi, asse Nord Sud, via Fabriano via Rossi, via Caduti del Lavoro in parte, via del Conero, via Sacripanti, via Sparapani, via Cristoforo Colombo, via Paolucci, via Fano, via del Carmine, via Ostra, Largo Belvedere, via Grotte, via Marsigliani, via della Pergola, via Isonzo, via Tiziano, via Michelangelo, via della Grancia, via Scrima, via Recanati via Barcaglione, via Montegrappa, via XXV Aprile, via Gervasoni e via Rismondo. Il candidato sindaco di civiche e centrodestra, Stefano Tombolini, dopo aver già presentato un esposto denuncia alla procura sull’esecuzione dei lavori del viale della Vittoria (leggi l’articolo), ironizza sui risultati del collaudo delle opere. “Se non avessimo alzato la polvere oggi la città si troverebbe un tappeto d’usura del viale principale della città di bassa qualità. Il problema è la elevata percentuale di vuoti (il 9% il doppio del limite di capitolato il che spiega il già evidente stripping dell’aggregato in più punti)” commenta Tombolini. “Va anche segnalata l’altra questione: la CO.RI.PAR di Napoli è stata illegittimamente autorizzata dal Comune al subbappalto oltre i limiti di legge. Ci ritroveremo che l’impresa CO.RI.PAR chiamerà alla responsabilità il sub appaltatore. L’importo del solo tappeto alto modulo è pari a 150.543 euro cui vanno aggiunti gli oneri per la rimozione il carico, trasporto e scarico del materiale in discarica: un danno da oltre 250mila euro. Infine è chiaro che ci sono gravi responsabilità in vigilando del direttore dei lavori e del responsabile unico del procedimento. Immagino che cosa verrebbe fuori se qualcuno fosse chiamato a giudicare la posa dei tappetini elettorali stesi in fretta e furia in qualsiasi condizione e stagione. Soldi dei cittadini buttati per fini elettorali, ed un macchina comunale organizzata per spendere senza controllo di rispondenza”.

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