facebook rss

Verdicchio fasullo, Giancarli:
«La Regione si costituisca parte civile»

SEQUESTRO - Requisiti 150mila litri di vino spacciato per la Doc dei Castelli di Jesi, il consigliere regionale invita Palazzo Raffaello ad essere protagonista in questa circostanza e plaude all'operato degli inquirenti. «Stroncata sul nascere un'attività che poteva recare danno al mercato del Verdicchio ed all'economia di tutte le Marche»
Print Friendly, PDF & Email

Foto d’archivio

 

Sequestro di 150mila litri di falso Verdicchio dei Castelli di Jesi, il consigliere regionale Enzo Giancarli invita la Regione a costituirsi parte civile. «Il valore della Docg Verdicchio dei Castelli di Jesi è indiscusso non solo per la sua area di produzione, ma per tutte le Marche, da un punto di vista economico, enologico e vitivinicolo, agroalimentare e turistico, che non può essere danneggiato, a tutela di tutto il territorio regionale – afferma Giancarli –, per questo ritengo che la Regione debba svolgere anche in questa circostanza un ruolo da protagonista, fino a verificare la possibilità di costituirsi parte civile».
Da Giancarli arriva anche il plauso per l’operazione condotta dall’Ispettorato centrale della Tutela per la qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari di Emilia Romagna e Marche, area di Ancona, che ha portato a smascherare e poi requisire i 150mila litri di Verdicchio dei Castelli di Jesi, etichettato come Doc da una cantina di Cossignano e pronto alla distribuzione. Il responsabile della cantina è stato denunciato dall’Autorità giudiziaria con l’accusa di frode in commercio, con l’aggravante della falsificazione di vino tutelato con marchio doc. «Un lavoro impeccabile da parte dell’Ispettorato e dell’Autorità giudiziaria – commenta Giancarli – che ha bloccato sul nascere un’attività illecita che avrebbe potuto avere conseguenze disastrose nel mercato del Verdicchio dei Castelli di Jesi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X