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Verdicchio fasullo, Mazzoni:
«Sequestro su nostra segnalazione
Consorzio si costituirà parte civile»

JESI – L’Istituto marchigiano tutela vini interviene sul maxi sequestro di 150mila litri di falso verdicchio, annunciando il Consorzio si costituirà parte civile se si arriverà al processo per frode contro il titolare di una cantina di Cossignano
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Il direttore dell’Imt, Alberto Mazzoni ed il senior editor di Vinous, Ian D’Agata per il tasting “Old, but gold” dedicato ai 50 anni della doc Verdicchio dei Castelli di Jesi (foto d’archivio)

 

“L’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt) ringrazia l’Ispettorato Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari di Emilia Romagna e Marche per aver condotto le indagini, avviate in seguito a una segnalazione da parte del nostro Consorzio, in modo attento e tempestivo a tutela della principale Doc marchigiana, che immette sul mercato circa 15 milioni di bottiglie l’anno con 401 viticoltori e quasi 2.200 ettari coltivati”. Così il direttore dell’Istituto marchigiano di tutela vini, Alberto Mazzoni interviene commentando il recente sequestro di 150mila litri di falso Verdicchio dei Castelli di Jesi rinvenuti in una Cantina di Cossignano e nella piattaforma di una catena di distribuzione a Monteprandone (Ascoli Piceno) e a Perugia. Il titolare della cantina è stato denunciato per frode in commercio aggravata per la falsificazione del marchio Doc. “Un’azione congiunta, condotta grazie anche al ruolo indispensabile dell’ente terzo di certificazione Valoritalia Sop 21, che rientra nei compiti statutari del Consorzio a salvaguardia del vigneto Marche: per questo – ha aggiunto Mazzoni – l’Istituto sulla vicenda si costituirà parte civile e presenterà una denuncia contro ignoti. Quella della lotta alla contraffazione rappresenta l’altra faccia di una medaglia, quella della qualità, che il nostro prodotto si è conquistato sul campo. Ad esempio, proprio nei giorni in cui gli organi di controllo ponevano i sigilli alla merce contraffatta, il Wall Street Journal pubblicava una lunga e positiva recensione sull’unicità del nostro autoctono”.

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