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Stazione di Senigallia
inaccessibile ai disabili,
entro la fine dell’anno la soluzione

BARRIERE - Ventitré gradini che possono fare la differenza tra la libertà di muoversi e spostarsi autonomamente e l'impossibilità di prendere un treno. La stazione ferroviaria di Senigallia, città turistica e fulcro di iniziative dal grande richiamo di pubblico, non ha né rampe né ascensori, ma solo scale per raggiungere i binari, ostacolo insormontabile per i disabili. Tantissime le segnalazioni arrivate al Comune e a Rfi che sperano di correre ai ripari entro la fine del 2018
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I ventitré scalini, unica strada di accesso ai binari

 

di Marica Montalbano

Ventitré gradini possono essere pochi e allo stesso tempo un ostacolo insormontabile da oltrepassare. Sono proprio ventitré gli scalini della stazione ferroviaria di Senigallia da percorrere per accedere al sottopasso di collegamento ai binari. E da qui un’altra decina da fare per arrivare alla banchina del treno.
La stazione di Senigallia non ha ascensore né rampe di accompagno né scivoli né servizio riservato ai disabili. Eppure Senigallia è città turistica, vanta eventi di richiamo nazionale e internazionale, al via tra poche settimane come il Cateraduno di Rai2 ed il Summr Jamboree.
Un contrasto stridente che potrebbe con il prossimo anno essere sanato definitivamente. Rfi, rete ferroviaria italiana ed il sindaco Maurizio Mangialardi parlano di una risoluzione ormai prossima, di trattative avviate, di segnalazioni arrivate. L’azienda nazionale da parte sua con i servizi da mettere a disposizione dell’utenza, a cominciare dall’assistenza con carrozzine o messi adeguati, l’amministrazione comunale con una progettualità di abbattimento delle barriere architettoniche già iniziata.
Rfi attraverso la responsabile nazionale del Servizio alla Clientela Simona Cristofari conferma che in questo ultimo anno sono arrivate segnalazioni da Senigallia dai social e da un’associazione di pendolari, appello regolarmente registrato da parte dell’azienda cui bisognerà mettere mano. Mangialardi da parte sua conferma l’attenzione al problema. «Siamo nelle condizioni di intavolare la trattativa con Rfi – conferma il sindaco – anzi esiste un confronto e un tavolo tecnico ufficiale. Da parte nostra abbiano segnalato la necessità di intervenire. Nel frattempo come amministrazione abbiamo realizzato alcuni lavori ad hoc per l’abbattimento di alcune barriere architettoniche, rifatto i marciapiedi e in qualche punto le rampe per facilitare l’accesso». Ma ai treni non si arriva ancora.
I fatti parlano di una stazione ferroviaria ancora non accessibile alla disabilità. E parlano anche di un servizio assistenza al disabile assente. Rfi ha da qualche anno concretizzato la sua attenzione nei confronti dell’utenza a mobilità ridotta creando servizi e sostegni. Le Sale Blu, 14 in Italia di cui una all’interno della stazione di Ancona, hanno il compito di ricevere le richieste dei clienti diversamente abili, prenotare una carrozzina o le piccole auto circolanti sulle banchine e garantire un servizio adeguato dalla discesa dal treno fino all’uscita dalla stazione o ad altro marciapiede di collegamento con altro treno. A Senigallia manca questo servizio.
La coordinatrice Cristofari chiarisce la questione. «Stiamo lavorando ormai da tempo – assicura la dirigente – al potenziamento dei punti di assistenza alla disabilità nelle stazioni ferroviarie che abbiano particolare rilevanza o che ne facciano richiesta. I nostri interlocutori privilegiati sono le Ragioni con le quali ci confrontiamo per portare il servizio dove non c’è». E assicura che la Regione Marche affronterà tra non molto, entro quest’anno secondo le previsioni, la questione Senigallia.
Per particolare rilevanza si intendono centri di smistamento significativi, grosse realtà ospedaliere, centri turistici importanti, poli universitari. Su Senigallia la dirigente dà buone notizie affermando che «è nella nostra lista delle priorità e potrebbe in un anno avere i servizio». Quindi con prestazioni di accompagno e assistenza all’utenza a ridotta mobilità tutte coordinate dalla Sale Blu di Ancona che al momento gestisce le 8 stazioni ferroviarie della Regione Marche in grado di garantire l’assistenza alla disabilità: Ancona, Ascoli Piceno, Civitanova Marche, Falconara, Macerata, Pesaro, San Benedetto e Fabriano. Un elenco dal quale spiccano due “anomalie”, la prima che proprio Senigallia sia ancora assente a fronte di centri cittadini di eguale o minore ampiezza e rilevanza, la seconda la presenza di due punti assistenza così ravvicinati come Ancona e Falconara e il nulla fino a Civitanova.

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