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Disastro alla Orim:
bruciano solventi e magnesio
Stabilimento sotto sequestro

IL RACCONTO E LE IMMAGINI del pomeriggio di paura a Piediripa dopo il vasto incendio che si è scatenato nell'azienda di smaltimento rifiuti speciali. Evacuati centro commerciale e zona industriale. Rogo domato nel giro di 3 ore grazie a un grande intervento dei vigili del fuoco. Esattamente tre anni fa il terribile rogo al Cosmari
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di Gianluca Ginella

(foto di Fabio Falcioni, Federico De Marco, Andrea Petinari, Andrea Del Brutto)

Una serie di scoppi, poi una colonna di fumo robusto e nero che si è alzata dalla pianura di Piediripa per poi piegarsi verso la costa, strattonata dal vento. E poi le fiamme, alte anche fino a venti metri. E dopo le colonne di auto che si sono allontanate dalla frazione: quelle di chi era andato a fare spesa al centro commerciale Valdichienti, quelle di chi lavora negli uffici e aziende della zona industriale di Piediripa. E poi le foto, i video che hanno cominciato a girare in rete e di cellulare in cellulare per testimoniare il vasto incendio che intorno alle 16,30 di oggi pomeriggio si è scatenato all’azienda Orim di Piediripa. Il titolare dell’azienda di smaltimento rifiuti, Alfredo Mancini, parla di un incendio che è partito dal capannone C.

Alfredo Mancini, titolare della Orim

«Abbiamo visto delle fiamme a terra, prima abbiamo cercato di spegnerle, poi non riuscendoci ho detto a tutti di uscire» ha raccontato il titolare. Che poi ha assicurato «non ci sono pericoli per la salute, non c’è rischio diossina». E mascherine, in effetti, Mancini non ne indossava. In azienda i soccorsi sono stati immediati. I vigili del fuoco sono entrati in capannoni dove bruciavano «bidoni che contengono solventi. Dunque rifiuti speciali. E magnesio. I primi uomini arrivati in azienda hanno lavorato anche tra bombolette spray che venivano lanciate come razzi per via del fuoco» spiega il comandante dei vigili del fuoco Pierpaolo Patrizietti, anche lui impegnato come i suoi uomini all’interno dello stabilimento della Orim. Mentre i vigili del fuoco, con coraggio, si occupavano di spegnere le fiamme, la zona intorno all’azienda è stata presidiata dai carabinieri, dalla polizia locale: le strade sono state chiuse.

Tanti che lavorano nella zona o che si trovavano lì per lo shopping al vicino centro commerciale hanno deciso di allontanarsi. Il sindaco di Macerata Romano Carancini, arrivato sul posto, ha disposto l’evacuazione sia del centro commerciale Valdichienti, sia della zona industriale. Stanotte si potrà tornare a casa ma gli accertamenti dell’Arpam sono in corso per capire se vi siano rischi per la salute. Il sindaco di Corridonia, Paolo Cartechini, ha spiegato che domani si vedrà se andranno presi provvedimenti per quel che riguarda il consumo di acqua, frutta e verdura.

Mentre le operazioni dei vigili del fuoco erano in corso, folle di curiosi si sono radunate nel semicerchio di strade che vanno verso l’azienda. Tutto chiuso però da pattuglie dei carabinieri che aprivano le strade solo al passaggio dei mezzi di emergenza dei vigili del fuoco, delle ambulanze. Sul posto anche i vertici dei carabinieri, con il comandante provinciale Michele Roberti, il comandante della Compagnia di Macerata, il maggiore Luigi Ingrosso, e del Nucleo operativo e radiomobile, il tenente Angelo Cimmarusti. Le operazioni dei vigili del fuoco si sono svolte sotto la pioggia, all’inizio, poi il tempo si è rischiarato ed è tornato il sole. Intanto circa 40 minuti dopo lo scoppio dell’incendio sono arrivate anche le prime informazioni su quanto avvenuto nell’azienda: nessun morto e nessun ferito.

Il comandante dei vigili del fuoco, Pierpaolo Patrizietti

Rogo partito dal deposito dei solventi. Le esplosioni si sono susseguite per circa due ore. «Si trattava del magnesio» ha spiegato Patrizietti. Nell’esplodere l’effetto del magnesio era quello di creare fiammate improvvise, lingue di fuoco che si alzavano diritte per dieci, venti metri. Continui gli scoppi che suonavano simili a spari di fucile. E il fumo che portava un odore fastidioso, un odore di plastica.

Impossibile, davanti a quel muro di fiamme e fumo, non pensare all’incendio che c’era stato allo stabilimento del Cosmari tra l’8 e il 9 luglio del 2015. Quella volta le fiamme bruciarono per tutta la notte e per risolvere la situazione servirono giorni. Per l’incendio alla Orim, a distanza di tre ore, una 50ina di vigili del fuoco intervenuti da tutta la provincia e anche da Ascoli, Ancona e Pesaro, hanno spento le fiamme. Presidieranno i capannoni per tutta la notte, perché alcuni bidoni contenenti solventi potrebbero incendiarsi per via del calore.

Lo stabilimento verrà posto sotto sequestro dalla procura di Macerata. Al momento non è stata aperta una indagine ma le cause del rogo saranno chiarite. In particolare se si tratti di un fatto accidentale, come sembra emergere dalle prime informazioni. Allo stabilimento della Orim oggi pomeriggio è arrivato anche il legale di Mancini, l’avvocato Paolo Giustozzi. Intanto da quanto emerge l’Arpam aveva svolto un controllo circa due mesi fa alla Orim e non era emersa alcuna criticità che possa associarsi all’incendio di oggi.

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AGGIORNAMENTO DELLE 23,15 – Il sindaco di Macerata Romano Carancini avvisa che «la fase critica è stata superata, potete riaprire le finestre. Raccomando però – aggiunge il primo cittadino -, di non consumare frutta e verdura raccolta nelle aree interessate in attesa del risultato delle analisi che verrà reso noto al più presto».

(In fondo gli altri articoli e i video pubblicati oggi)

L’avvocato Paolo Giustozzi

Il sindaco Carancini con il primo cittadino di Corridonia, Paolo Cartechini

Alfredo Mancini con il comandante Patrizietti

Il sindaco di Macerata Romano Carancini

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