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L’addio alla giornalista Marilungo:
«Sentirete ancora Diana,
ma invece del giornale aprite il cuore»

FERMO - La città si è stretta intorno alla storica penna del Messaggero, scomparsa sabato mattina, e ai suoi familiari. Toccanti i ricordi durante la cerimonia funebre, tenutasi nella chiesa di Sant'Alessandro
lunedì 10 Settembre 2018 - Ore 17:30
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di Pierpaolo Pierleoni e Andrea Braconi

La voglia di comunicare, la passione per il suo lavoro, l’attaccamento al territorio e alla città di Fermo, la ricerca della verità. Tanti aspetti della vita e della professione di Diana Marilungo, ricordati stamattina alla chiesa di Sant’Alessandro, per la cerimonia funebre della giornalista.

“Diana ha scritto tanto e ha scritto sempre – ricorda il parroco prendendo spunto dalla lettura del Vangelo di una lettera di San Paolo – Come San Paolo ha cercato la verità e raccontato per informare. La fede è anche vivere la vita con impegno e passione, così è stato anche per Diana, aveva questo dono e lo svolgeva in modo appassionato. In quest’assemblea vedo persone essenzialmente per tre ragioni. Il primo motivo sono i familiari. In questi anni per vicende belle e tristi ci siamo conosciuti ed ho scoperto la passione discreta di Diana per la sua famiglia. L’altro livello è quello di amici e vicini di casa, compagni di scuola, persone cresciute insieme a lei, e questo incarna il valore che dava all’amicizia. Altri sono legati alla professione ed alle istituzioni, quella è la dimensione dell’impegno per il suo lavoro, per il territorio, per la verità”.

Al termine della cerimonia funebre i saluti di colleghi e familiari. Donatella Lappa ricorda “il modo onesto e franco di porsi davanti agli altri. Ringrazio di averla conosciuta e di esserle stata a fianco. Spero di conservare i suoi insegnamenti, i suoi consigli, i suoi ammonimenti, e di conservare intatto il suono della sua voce e della risata. Anche a fronte di situazioni tristi è sempre stata una persona ottimista e piena di progetti”.

La giornalista Sandra Amurri sottolinea come “per rendere omaggio a Diana non si possa prescindere dalla sua professione. Lei era il giornalismo, questo è l’unico modo per svolgere questo mestiere. Questo in tempi in cui anche il giornalismo ha perduto il suo fine primario, la passione, la libertà. Spesso leggo: cronista delle pagine locali, come se fosse una diminutio, mentre è una fatica maggiore, una fatica che si aggiunge a fatica, perché quando racconti il vicino di casa, il sindaco o il politico della tua città, denunciare è più difficile. Diana lo sapeva fare bene, sempre con sensibilità. Anche lei scalpitava quando le dicevano che era meglio non scrivere o era opportuno farlo senza approfondire per non calpestare interessi. Allora mi chiamava e mi diceva: Sandra, scrivilo tu, io non posso farlo come vorrei. Di lei mi resta lo sguardo attento, curioso, quella sua fragilità così tenace. Non so se fosse cattolica praticante, ma era di certo credente, credeva in ciò che faceva e in quel Vangelo che ora va di moda sventolare nella piazza e ci insegna ad essere fratelli, uguali e a non cadere nella trappola della paura per il diverso. Lei lo praticava e lo raccontava con la sua penna”.

Il ricordo del fratello Masimo

In chiusura, le parole del fratello Massimo: “Voi ne avete sottolineato gli aspetti professionali, io la ricordo come sorella, mi mancheranno gli scherzi e dispetti. Mi resta il suo sorriso, vorrei ringraziare tutti quelli che hanno scritto parole bellissime su di lei. Conoscendo la sua testardaggine, sono convinto che da domani la sentirete ancora, ma non dovrete aprire un giornale, basterà aprire il cuore”.

Numerosi i rappresentanti del mondo della politica e delle istituzioni presenti. Tra questi Romina Gualtieri, sindaco di Monsampietro Morico. “La mia stima verso Diana è sempre stata forte – rimarca il primo cittadino -. Di lei, che aveva un amore smisurato non solo per Fermo ma anche per tutto l’entroterra,  ricordo in particolare l’impegno nel momento in cui c’è stata la battaglia per il mantenimento delle 5 Province in seno alla Conferenza delle Autonomie Locali regionale. Io rappresentavo i 33 piccoli Comuni del Fermano e in questa vicenda Diana, con molta sensibilità e spirito di verità, ha avuto un ruolo importante. Ricordo una domenica in cui restammo al telefono per ore perché il lunedì si sarebbe discusso proprio di questa situazione. Mi trasmetteva un grande coraggio e non posso che ringraziarla per essermi stata vicina”.

“Il primo ricordo con Diana – aggiunge Giuseppe Buondonno, segretario regionale di Sinistra Italiana – è stato l’intreccio a Radio Città Campagna, poi il suo ricordo come militante di Legambiente e, naturalmente, la sua professione di giornalista. Tra noi c’era un rapporto di amicizia e di affetto. Nei modi, negli atteggiamenti e nella sostanza piuttosto rara di Diana c’erano la correttezza e la bontà sua e di Rolando. E probabilmente proprio questo è stato anche il terreno del loro amore”.

Il ricordo dell’amica e collega Donatella Lappa

Il ricordo della giornalista Sandra Amurri

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