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Maxi frode sull’Iva:
sgominata organizzazione criminale
Indagate 30 persone, 11 ai domiciliari

GHOST TAX - E' l'operazione condotta dalla Guardia di finanza di Macerata e coordinata dalla procura in sette regioni. Oltre 150 militari hanno effettuato 51 perquisizioni. Coinvolti imprenditori e professionisti, la base a Recanati. Disposto il sequestro di oltre 41 milioni
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Trenta persone indagate, di cui 11 finite agli arresti domiciliari. Oltre 50 perquisizioni e circa 41 milioni di euro sequestrati. E’ questo l’esito dell’operazione “Ghost Tax”, tassa fantasma, condotta dalla Guardia di finanza che ha permesso di smantellare un’organizzazione criminale dedita alle frodi fiscali.

La base del sodalizio era a Recanati, con ramificazioni in diverse regioni d’Italia. Dall’alba di stamattina gli uomini delle Fiamme gialle hanno dato esecuzione a 9 delle 11 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip Domenico Potetti, su richiesta della procura. Oltre 150 militari impiegati, oltre che del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Macerata, anche di numerosi altri reparti  in sette regioni: Marche, Puglia, Lazio, Toscana, Campania, Veneto e Lombardia. Grazie alle indagini, coordinate dal procuratore Giovanni Giorgio e dai due sostituti addetti ai reati tributari, è stata sgominata un’organizzazione criminale di imprenditori e professionisti che aveva messo in piedi una truffa milionaria sfruttando l’Iva. Secondo gli inquirenti, al vertice del sodalizio l’avvocato e commercialista Fabrizio Fava, 57enne di Recanati.

Il sistema prevedeva in prima battuta l’acquisizione di imprese decotte, la cui rappresentanza legale veniva affidata a prestanomi fidati e le sedi trasferite in grandi città, perlopiù in semplici recapiti postali. A quel punto venivano sfruttati crediti Iva inesistenti, generati con artifici contabili, per cederli a terzi attraverso la cartolarizzazione. In sostanza, le aziende degli indagati, si facevano pagare tra il 20 e il 50% del debito accollato per sfruttare i loro crediti fittizi. L’utilità per i contribuenti con debiti tributari veri si concretizzava nella possibilità di risparmiarne buona parte delle tasse. Per le imprese indagate invece, l’introito costituiva puro guadagno. Una volta costituito il falso credito Iva, le aziende venivano generalmente poste in liquidazione, in modo da conferire una parvenza di normalità all’operazione. Ovviamente questo sistema aveva bisogno di clienti, cioè le aziende con debiti tributati veri. Le Fiamme gialle ne hanno individuate oltre 200 in tutto il territorio nazionale. Sulla base dell’inchiesta dunque, il gip ha disposto per 11 persone indagate gli arresti domiciliari, contestando loro l’associazione a delinquere finalizzata alle frodi fiscali. E  il sequestro preventivo (sia diretto che per equivalente), finalizzato alla confisca, di beni mobili ed immobili, oltre che di disponibilità finanziarie, per la somma complessiva di euro 41.219.152,43.

(foto di Fabio Falcioni)

(aggiornamento delle 11,40)

 

 

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