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Straniero dà in escandescenze
danni a un condominio

JESI - Da in escandescenze in preda ai fumi dell’alcol, spaccando i campanelli e le cassette delle lettere. E’ successo l’altra sera in un condominio della città che oltre a famiglie jesine ospita anche dei rifugiati politici per conto di una coop sociale.
giovedì 29 Novembre 2018 - Ore 00:50
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I citofoni danneggiati.

 

di Talita Frezzi

Straniero ubriaco dà in escandescenze davanti al portone di un condominio di Jesi che ospita molte famiglie. Una serata di terrore, col timore che quello straniero potesse salire e aggredire qualcuno. Era “armato” di un ombrello con cui ha spaccato i campanelli e le cassette delle lettere e con cui avrebbe potuto fare danni più seri e colpire le persone. E’ successo l’altra sera in un condominio della città che oltre a famiglie jesine ospita anche dei rifugiati politici per conto di una coop sociale. L’inferno è scoppiato verso le 23,30 quando uno straniero, in evidente stato di alterazione psicofisica dovuta all’ubriachezza, s’è attaccato al campanello pretendendo di salire nell’appartamento dove sono alloggiati i connazionali. Lì ci aveva abitato in passato anche lui, poi per questioni burocratiche era stato allontanato. Circostanza evidentemente non accettata. Gli altri ospiti della Cooperativa sociale non hanno aperto nonostante gli strilli e le insistenze, allora quello in preda all’ira ha iniziato a sbraitare, urlare e fare danni. Ha divelto le cassette delle lettere e il blocco dei campanelli/citofoni, traballante ha sferrato pugni sulle porte. I residenti esasperati e vedendo che non desisteva, hanno lanciato l’allarme al 112. Sul posto è intervenuta una pattuglia dei carabinieri del Nucleo radiomobile di Jesi, che ha calmato gli animi.

Le cassette della posta divelte.

Lo straniero secondo quanto riferito proprio dai condomini, non sarebbe nuovo a episodi simili. Dopo oltre un’ora di caos alla fine è salito in casa ed è stato accolto dai connazionali, ha dormito lì. Ieri mattina, uscendo come se niente fosse, continuava a sbraitare. La storia è rimbalzata sui social, suscitando l’indignazione delle persone e la solidarietà verso i condomini.
«Non racconto questa storia perché c’è di mezzo uno straniero o perchè ci sono stati dei danni – precisa una signora del condominio – racconto questa storia perché non si può più vivere in casa propria con la paura. Famiglie che abitano lì da 40 anni, che hanno fatto sacrifici, devono vivere col terrore. Non conta che sia straniero, non è questo il punto. Conta che siamo stufi e abbiamo paura – conclude la signora nel suo sfogo – dobbiamo aspettare che invece dell’ombrello si presenti con un coltello?».

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