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Taglio stipendi a Torrette,
Cgil e Uil attaccano:
«I dipendenti pagheranno gli errori dell’azienda»

SANITÀ – Dal gennaio 2019 e per i prossimi 8 anni, denunciano le sigle, i 2800 lavoratori del comparto subiranno la decurtazione del proprio salario accessorio. L'affondo: «ci sono sindacati di mestiere che raccontano una verità distorta»
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Il clima natalizio non smorza la diatriba tra l’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona e le sigle sindacali Fp Cgil e Uil Fpl, da tempo in corso sui temi della rideterminazione dei fondi contrattuali e del recupero degli splafonamenti, ovvero delle somme percepite in più dai dipendenti del comparto (pari a 5.147.522,58 euro). Somme che, secondo l’Azienda Ospedaliera, derivano da un errore di calcolo risalente al 1995 e proseguito negli anni successivi.
«Sotto l’ albero di Natale c’è la Produttività collettiva decurtata – vanno subito all’attacco i sindacati –. Il 17 dicembre è stata sottoscritta l’ipotesi di accordo per la Produttività collettiva 2018, in attesa dell’accordo definitivo per cui stiamo ancora in aspettando di essere convocati. Ma quello che non dice l’Azienda è che, oltre all’ipotesi di accordo sottoscritta e all’acconto sulla quota della Produttività collettiva 2018 che verrà erogato a gennaio 2019, i dipendenti degli Ospedali Riuniti di Ancona (2.800 i lavoratori e le lavoratrici del comparto), da gennaio 2019 e per i prossimi 8 anni, inizieranno a pagare la decurtazione del proprio salario accessorio a causa degli errori aziendali fatti negli anni antecedenti il 2015, ma non solo». Fp Cgil e Uil Fpl puntano il dito contro «errori dovuti alla carenza di dipendenti e conseguentemente ad un eccessivo ricorso allo straordinario, in una cattiva gestione del personale e dell’organizzazione lavoro. Errori aziendali che pagheranno i dipendenti con i propri soldi, con il risultato di avere una quota di produttività più bassa di quello che avrebbero dovuto percepire e di quello che prevede il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro». La questione fondi contrattuali era già stata da tempo portata all’attenzione dell’Azienda e, nell’incontro del 17 dicembre, i sindacati hanno chiesto espressamente che la quota economica di produttività fosse comprensiva dei residui dei fondi degli anni precedenti – dal 2012 al 2017 – per una somma pari a 1.712.641,24 euro. «Somma che, a nostro avviso e secondo le previsione del Ccnl -proseguono i sindacati – deve essere liquidata ai dipendenti ma che invece andrà a ricoprire parte del debito che ha contratto l’Azienda».
Questa volta nel mirino finiscono anche non meglio specificati colleghi, definiti «sindacati di mestiere che continuano a dire menzogne ai propri colleghi riferendo di accordi e quote, ma non spiegando che la quota della produttività non è quella prevista dal Ccnl. Dispiace continuare a vedere distorta la verità sui fondi contrattuali legati agli accordi sindacali sottoscritti».

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