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Rondoni sfrattati dalla chiesa,
lettere a Striscia e al Papa

JESI - Murati gli anfratti del tetto di San Pietro Apostolo, case dei volatili. Alcuni esemplari sono morti a causa di barriere elettriche poste a protezione. Segnalazione ai carabinieri forestali. La Lipu: «Massacro ingiustificato di una specie protetta»
sabato 18 Maggio 2019 - Ore 20:30
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I rondoni morti sulla chiesa di San Pietro Apostolo

 

Rondoni sfrattati dai loro nidi sotto ai coppi della chiesa di San Pietro, a Jesi, in seguito ai lavori di restyling dell’edificio di culto e a rischio per delle barriere elettriche antiposa che stanno mietendo vittime, facendo crescere l’allarme dei cittadini. Il problema è sorto un anno fa d’estate, con i lavori di messa in sicurezza della chiesa dopo il terremoto. I lavori sono iniziati nello stesso periodo in cui i rondoni (una specie protetta) nidificano. Ma quando questi uccelli sono arrivati e hanno cercato rifugio sotto ai coppi della chiesa di San Pietro Apostolo in centro storico, li hanno trovati murati. La situazione è stata denunciata dai cittadini che hanno allertato la Polizia locale e la diocesi. Ma il vero problema è sorto quando, appena pochi giorni fa, i cittadini hanno notato dei cadaveri di rondoni. «I poveri esemplari erano incappati nelle barriere elettriche ed erano rimasti fulminati – spiega Catiuscia Di Bernardo, che sta attirando l’attenzione di diverse associazioni animaliste insieme ad altri 30 attivissimi residenti – così sono andata dai carabinieri forestali e ho chiamato la Polizia provinciale. Non sappiamo chi ha installato questi dissuasori, forse inizialmente messi per i piccioni, ma quell’amperaggio rischia di uccidere i rondoni». Ieri mattina i carabinieri forestali sono intervenuti per un sopralluogo alla chiesa di San Pietro Apostolo e hanno assicurato che la corrente sui fili era stata staccata. Ora sono in corso altre verifiche. Della questione si è interessata anche l’associazione Lipu (Lega Italiana Protezioni Uccelli) di Ancona. «Alcuni cittadini hanno segnalato che dopo la ristrutturazione del tetto avvenuta lo scorso anno, sono stati cementificati tutti i fori sui coppi in modo da non consentire la normale nidificazione delle rondini e rondoni – scrive Norma Barbini, delegata Lipu sezione provinciale di Ancona – così quando quest’anno le rondini sono giunte, su quelle che ricordavano essere le loro case, hanno trovato tutti i pertugi sbarrati. Inoltre sono stati posizionati dei fili, con conduttura elettrica, a bordo del tetto della chiesa. Su tale barriera architettonica si stanno impigliando e perdendo la vita numerosi rondoni. Trattandosi di specie protette – continua la nota della Lipu – il fatto è stato segnalato ai carabinieri forestali, inoltre è stato contattato anche il vescovo Gerardo Rocconi, per chiedere la possibilità di staccare la corrente ai fili e più appropriatamente rimuoverli. La Lipu segnala l’ingiustificato massacro di fauna selvatica protetta e chiede semplicemente che sia interrotta l’elettrificazione alla linea che conduce elettricità ai fili posti sul tetto della chiesa». I cittadini, capeggiati dalla combattiva Catiuscia Di Bernardo e con l’appoggio della Lipu, hanno anche scritto alla trasmissione “Striscia la Notizia” e adesso il prossimo passo sarà mandare delle lettere al Papa per chiedere un suo intervento.

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